Secondo il capitolo dedicato all'Italia nella relazione sullo Stato dell'Unione dell'energia 2025 della Commissione europea, nel 2024 l'Italia si è piazzata al secondo posto tra i Paesi Ue per prezzo all'ingrosso dell'elettricità, con una media di 108 €/MWh contro i 84,7 €/MWh dell'area comunitaria. A livello retail, le bollette elettriche domestiche hanno registrato un calo annuo dell'11%, attestandosi a 0,32 €/kWh: la Commissione attribuisce gran parte di questo ribasso (circa -24%) alla contrazione dei costi energetici e dei margini di fornitura. In controtendenza il gas: il prezzo al dettaglio per i consumatori residenziali è salito del 17%, raggiungendo 12,3 ct/kWh, valore che supera del 16% la media Ue. Il rapporto evidenzia inoltre che, nel 2023, l'elettricità ha coperto il 22,1% del consumo energetico finale nazionale, leggermente sotto la media Ue (22,9%) e con una dinamica sostanzialmente piatta nell'ultimo decennio. Per settori, la quota elettrica è risultata pari al 19,8% nelle famiglie, al 39,2% nell'industria e soltanto al 2% nel comparto trasporti. Nel secondo semestre del 2024 le tariffe elettriche domestiche italiane si collocavano al settimo posto per livello fra i Paesi membri. Questi numeri delineano un quadro di costi all'ingrosso elevati e di differenze settoriali rilevanti: la combinazione di prezzi elevati e stagnazione della penetrazione elettrica pone sfide per la competitività industriale e per l'accelerazione dell'elettrificazione dei trasporti, temi che richiedono interventi mirati di mercato e politiche industriali.
Elettricità cara ed elettrificazione lenta: la sfida per l'Italia
Costi all'ingrosso elevati, ritardo nei trasporti elettrici e misure urgenti per l'industria
Roma, RM, Italia
Mobilita.news
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