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Viaggi omaggio e presunte manomissioni: l’inchiesta sulle navi Moby

Favoritismi ed alterazioni tecniche: 120 indagati, email sequestrate e contestati illeciti aziendali

L'inchiesta della Procura di Genova sui viaggi gratuiti a bordo delle navi del gruppo Onorato si è allargata: tra gli indagati per corruzione compaiono l’ammiraglio Nicola Carlone, fino a settembre scorso comandante generale delle Capitanerie di porto, ed il capitano di Fregata Roberto Isidori, attuale vicecapo di gabinetto del ministro Matteo Salvini (quest’ultimo estraneo all’indagine). 

Nell’elenco figurano anche il fondatore Vincenzo Onorato ed i figli Achille e Alessandro, oltre alle società del gruppo —Moby Spa, Cin (Tirrenia) SpA e Toremar SpA— per le quali la Procura contesta profili di responsabilità ex d.lgs. 231. Sono circa 120 le persone coinvolte, tra ufficiali delle Capitanerie e rappresentanti di altre forze di polizia, accusate di aver messo a disposizione delle compagnie i propri ruoli in cambio di biglietti omaggio. 

Il pubblico ministero Walter Cotugno ha chiesto il sequestro delle caselle e-mail di 14 dirigenti e dipendenti delle società, ritenute fonte probatoria della prassi: alcune conversazioni sarebbero già emerse, mentre un account Moby sarebbe stato sistematicamente svuotato, rendendo irrecuperabili molti scambi. L’inchiesta, esplosa in aprile, aveva condotto al sequestro cautelare di alcuni traghetti per un valore complessivo di 64 milioni —misura poi annullata dal Riesame. Gli inquirenti ipotizzano anche violazioni della normativa internazionale ambientale e di sicurezza: componenti dei motori principali e dei generatori sarebbero stati manomessi o sostituiti con ricambi non originali, con falsificazioni di registri e segni di autenticazione. Tra i documenti sequestrati emergerebbe un vero e proprio “listino” delle agevolazioni: ticket gratuiti, trattamenti vip e sconti per varie categorie di interlocutori istituzionali. Un episodio sotto la lente risale al settembre 2020, quando l’ispezione al traghetto Athara scatenò scambi apertamente preoccupati tra vertici Moby; alcuni dirigenti ed ufficiali coinvolti avrebbero cumulato decine di viaggi omaggio (fino a 64 per singoli soggetti). Le indagini proseguono per chiarire ruoli e responsabilità.

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