Il bonus pendolari in Lombardia ha subito un tracollo dopo la revisione normativa del 2024: i rimborsi erogati da Trenord sono passati da quasi 107.000 nel 2023 a 5213 nel 2024, con l’importo complessivo sceso da 5,74 milioni a 100.619 Euro (-98%). La variazione è dovuta alla soppressione dell’erogazione automatica ed all’innalzamento delle soglie di valutazione: il calcolo è ora basato su ritardi superiori a 15 minuti e su criteri diversi per le soppressioni, con l’indennizzo erogato solo su richiesta e previa verifica dell’abbonamento valido.
Il Partito democratico denuncia una penalizzazione dei viaggiatori ed accusa la Regione —azionista al 50% di Trenord— di aver privilegiato la sostenibilità dei conti dell’operatore, ricordando l’affidamento senza gara del contratto decennale e l’aumento di 100 milioni annui del corrispettivo regionale. Per i consiglieri Pd il risultato è "un danno per gli utenti". Trenord replica che le modifiche sono conformi alle linee-guida dell’Autorità di regolazione trasporti (Art) e sottolinea come il nuovo meccanismo eviti duplicazioni tra bonus "a pioggia" ed indennizzi mirati; l’azienda afferma inoltre che, in Lombardia, la percentuale di rimborso resta superiore a quanto previsto di base.
Sullo sfondo, la settimana è iniziata con un’ulteriore criticità: lo sciopero indetto da Orsa ha determinato la cancellazione di circa il 30% delle corse di Trenord (vedi Mobilità.news). Numerosi disservizi si sono registrati anche nelle fasce di garanzia, con almeno una ventina di corse soppresse sulle direttrici bergamasche (Bergamo–Milano via Carnate e via Pioltello, Bergamo–Treviglio e le linee suburbane da Treviglio), aggravando il malcontento dei pendolari.