Via libera agli indennizzi per il cosiddetto danno biologico a favore di oltre 300 nuclei familiari di Sestri Ponente che hanno segnalato disturbi provocati da rumore e vibrazioni durante i lavori di ribaltamento a mare per l’ampliamento Fincantieri.
L’Autorità di sistema portuale, soggetto committente dei lavori, corrisponderà un importo uguale per tutti: l’entità verrà formalizzata entro circa dieci giorni. Restano esclusi dai rimborsi i danni materiali ad immobili ed attività commerciali: tali richieste dovranno essere valutate e liquidate dalle polizze delle imprese esecutrici o, in alternativa, avviando la via civile con perizie e contropereizie. Esclusi anche i cittadini che finora non hanno presentato istanza: su questo punto le associazioni dei consumatori hanno espresso forte preoccupazione, ritenendo che esista un diritto potenziale che, in assenza di adesione al tavolo, potrà essere rivendicato solo in sede giudiziaria.
La decisione è scaturita dall’incontro tra i residenti —assistiti da Assoutenti, Adoc, Adiconsum, Federconsumatori e l’Ape ligure— ed i vertici di Palazzo San Giorgio. Si è concordata la platea risarcibile e la modalità transattiva per quantificare il danno biologico in via equitativa; per le lesioni patrimoniali si seguirà il percorso assicurativo o giudiziale. I disagi erano iniziati con l’installazione di pali di fondazione di ampio diametro, necessari per la realizzazione di una nuova banchina inclinata e di un bacino lungo 440 metri previsto dal programma di potenziamento portuale. Le opere includono anche lo spostamento della linea ferroviaria a monte e interventi sulla viabilità, inseriti in un pacchetto di investimenti per oltre due miliardi di Euro con interventi coordinati con Ferrovie dello Stato e Autostrade per l’Italia. L’auspicio comune è ora che la proposta economica soddisfi le attese delle famiglie coinvolte.