L'autorità per la mobilità e i trasporti portoghese (Amt) ha deciso di non redigere il rapporto atteso sull'incidente della funicolare di Lisbona del 3 settembre 2025, che provocò 16 vittime ed oltre 20 feriti, fra i quali una cittadina italiana (vedi Mobilità.news).
Subito dopo il disastro l'ente aveva annunciato un rapido esame dei fatti; più volte sollecitato dai media, è rimasto però senza risposte fino alla denuncia presentata dal quotidiano "Público" ai sensi della legge sull'accesso agli atti. In seguito l'Amt ha chiarito di aver rinunciato al proprio documento per non "interferire con le indagini e le ispezioni in corso" e per rispettare le competenze degli altri organismi coinvolti. Al momento le indagini tecniche sono condotte dal Gpiaaf —l'Ufficio per la prevenzione degli incidenti aerei e ferroviari— che ha già pubblicato due relazioni preliminari in cui viene indicato come causa probabile il cedimento del cavo che collegava le due cabine. I risultati conclusivi sono attesi entro la fine dell'anno.
Parallelamente proseguono accertamenti giudiziari della Procura della Repubblica per eventuali responsabilità penali ed un'inchiesta interna di Carris, l'azienda dei trasporti di Lisbona. La sovrapposizione di ambiti d'indagine e la necessità di preservare la catena di custodia delle evidenze spiegano, secondo Amt, la scelta di astenersi da un proprio rapporto: un passaggio che accentua tuttavia le richieste di trasparenza da parte dell'opinione pubblica e degli operatori del settore.