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Metalmeccanica 2025: export in ripresa timida e segnali di rischio

Saldo commerciale positivo, pressioni Usa ed incertezza sui portafogli ordini delle imprese

Nel 2025 le esportazioni del comparto metalmeccanico italiano sono aumentate del 2,9% rispetto all’anno precedente, un progresso modesto rispetto alle performance a doppia cifra che hanno storicamente caratterizzato il settore. Le tensioni geopolitiche e la volatilità della politica commerciale statunitense —tra annunci, introduzioni, smentite e revisioni tariffarie— restano un freno significativo alla ripresa delle vendite estere. Anche le importazioni sono proseguite al rialzo, lasciando comunque un saldo commerciale positivo pari a 52,1 miliardi di Euro; va sottolineato che gli aumenti in valore sono stati influenzati dall’incremento dei valori medi unitari. All’interno dell’Unione europea le vendite estere hanno registrato contrazioni solo verso la Francia (-0,2%). Tra i mercati extra-Ue, gli Stati Uniti mantengono la seconda piazza per quota (10,4% dell’export settoriale) e segnano una crescita media annua dell’1,8%, trainata dalle forniture di mezzi di trasporto; tuttavia il comparto automobilistico registra un crollo del 18,5%. 

L’indagine Federmeccanica su un panel di aziende associate riflette una congiuntura ancora debole ed incerta. Solo il 28% delle imprese dichiara un miglioramento del portafoglio ordini (stabile rispetto all’indagine precedente), mentre il 27% segnala un peggioramento: il saldo è positivo ma contenuto (+1%). La liquidità viene giudicata “cattiva o pessima” dal 9% del campione. Per i prossimi mesi il 47% prevede stabilità nei volumi produttivi (in aumento rispetto al 45%), il 32% si attende incrementi ed il 21% cali. Sul fronte dell’occupazione il 68% non prevede variazioni nella forza-lavoro, il 20% pianifica assunzioni ed il 12% riduzioni.

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