In un contesto geopolitico sempre più instabile, segnato dalle tensioni internazionali e dalle ripercussioni dirette sui mercati energetici e sulle catene logistiche globali, si acuisce sempre di più la pressione sull’intero sistema produttivo, sia terrestre sia marittimo.
L’aumento del costo dei carburanti causato dalla grave crisi in atto impatta in particolare in modo rilevante sui servizi marittimi regolari per passeggeri e merci, sulle rotte nazionali e sui collegamenti da e per le isole maggiori e minori, un segmento industriale già fortemente esposto, anche in ragione dell’introduzione e del progressivo rafforzamento delle politiche ambientali europee.
Al punto che, in assenza di interventi correttivi, il rischio –quantomai concreto– è quello di una compromissione stessa di questi servizi, fino ad una possibile riduzione dell’offerta o, nei casi più critici, al venire meno dei collegamenti marittimi essenziali per la continuità territoriale.
Per questo Assarmatori e Confitarma hanno proposto al viceministro delle Infrastrutture e dei trasporti, Edoardo Rixi, ed al ministro per la Protezione civile e le Politiche del mare, Nello Musumeci, di prevedere un contributo straordinario per le compagnie, sotto forma di credito di imposta, commisurato alla maggiore spesa sostenuta nei mesi di marzo, aprile e maggio, rispetto al prezzo medio del mese di febbraio, per l’acquisto di carburante.
Una richiesta che è arrivata ieri, alla vigilia del consiglio dei ministri previsto per stamattina, venerdì 3 aprile, in cui verrà discusso un nuovo Decreto legge carburanti per far fronte ai rincari conseguenti la situazione venutasi a creare nel Golfo Persico.