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Regno Unito: investimenti da 63 milioni di sterline per la mobilità elettrica

Tra gli obiettivi, rendere la ricarica domestica più economica ed elettrificare il sistema sanitario nazionale

Il 13 luglio il governo britannico ha annunciato un pacchetto di investimenti da 63 milioni di sterline per il potenziamento dell’industria dei veicoli elettrici nel Regno Unito. Lo scopo dell’iniziativa, che rientra nel Piano per il cambiamento, è ridurre i costi di ricarica dei mezzi e restituire denaro ai lavoratori, stimolando la crescita economica e la creazione di posti di lavoro. Lo Stato nel 2024 ha visto oltre 382.000 veicoli elettrici venduti, un quinto in più rispetto all’anno precedente, e presenta oltre 82.000 punti di ricarica pubblici.

Il nuovo pacchetto comprende investimenti per rendere l’accesso alla ricarica domestica più economico: chi utilizzerà auto elettriche risparmierà fino a 1500 sterline all’anno rispetto all’acquisto di un’auto a benzina o diesel. Dal lato pratico questo sarà possibile mediante la costruzione di una tecnologia cross-pavement: i cavi per la ricarica passeranno in sicurezza sotto i marciapiedi e permetteranno di collegare i veicoli parcheggiati alla rete domestica. Un’altra parte dell’investimento favorirà la transizione ai veicoli elettrici nell’ambito del servizio sanitario nazionale, attraverso l’elettrificazione di ambulanze e flotte mediche in oltre 200 sedi; si prevede anche la costruzione di oltre 1200 nuove prese di ricarica, che genereranno un consistente risparmio per i contribuenti nei prossimi due decenni a livello di costi di manutenzione e carburante, cifre che potranno essere sfruttate al meglio per l’assistenza ai pazienti. Attraverso un programma di sovvenzioni verrà anche incentivata l’installazione di migliaia di punti di ricarica presso i depositi aziendali del Paese, soprattutto per supportare l’utilizzo di veicoli pesanti, furgoni e pullman a zero emissioni.  Si cercherà poi di investire per ridurre l’accisa sul carburante a 5 penny fino alla primavera del 2026.

Sull’argomento, vedi anche la notizia pubblicata da Mobilità.news.

 

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