La nautica delle Marche consolida la sua leadership internazionale e si proietta verso una crescita globale costante, stimata al 6% annuo per il prossimo triennio. Il comparto locale del luxury shipbuilding ha abbattuto la barriera del miliardo di euro di fatturato, trainato da un tasso di esportazione straordinario che supera il 90% delle vendite complessive. Un successo industriale che sarà al centro del media incoming "Marche: the unseen capital of luxury shipbuilding", in programma dal 10 al 12 giugno in collaborazione con l'ATIM.
I numeri descrivono un vero e proprio gigante della mobilità marittima: tra il 15% e il 20% degli yacht prodotti in Italia nasce infatti nei cantieri della regione. La produzione si concentra sulla fascia altissima del mercato, con imbarcazioni che superano i 40-50 metri di lunghezza e navi da crociera stazzate tra le 30.000 e le 50.000 GT, segmento che vede il polo Fincantieri di Ancona tra i player di riferimento. Il portafoglio d'ordine è dominato per il 67% dai modelli tradizionali e per il 17% dagli explorer yacht.
A sostenere questo primato è un ecosistema integrato composto da undici cantieri e una fitta rete di designer, impiantisti e artigiani. La geografia del cluster, fotografata dalla Fondazione Aristide Merloni, vede una forte concentrazione nella provincia di Pesaro Urbino (64% delle imprese, con Fano polo d'eccellenza forte di 113 realtà) e ad Ancona, che catalizza il 26% delle fabbriche e vanta un'altissima specializzazione nei servizi di manutenzione. Il modello marchigiano dimostra come la sinergia tra territorio e innovazione possa ridefinire gli standard del diporto globale.