Nippon Steel ha messo nero su bianco un piano industriale che porta fino a 2,5 miliardi di dollari gli investimenti negli impianti di Us Steel in Pennsylvania nell’arco di tre anni, una cifra ben superiore al miliardo indicato in origine prima del perfezionamento dell’acquisizione della società americana. A riferirlo è un rapporto economico diffuso dalla controllata statunitense del gruppo siderurgico giapponese.
Il programma si concentra soprattutto sul polo di Mon Valley Works, nell’area di Pittsburgh, dove l’obiettivo è spostare la produzione verso segmenti a più alto valore aggiunto, a partire dall’acciaio destinato al comparto automotive. La mossa arriva a valle di un’operazione da 14,9 miliardi di dollari, con cui Nippon Steel ha completato a giugno dello scorso anno l’acquisizione di Us Steel dopo diciotto mesi di negoziati con Washington.
Il dossier era stato inizialmente fermato dal presidente americano Donald Trump per motivi di sicurezza nazionale, salvo poi ottenere il via libera dopo l’impegno della società giapponese a sostenere investimenti consistenti e la cessione al governo americano di una golden share con potere di veto sulle principali decisioni aziendali.
Il nuovo annuncio, però, si colloca in una fase complessa. Nippon Steel ha infatti recentemente azzerato il contributo agli utili atteso da Us Steel per l’anno in corso, facendo salire la perdita netta prevista da 40 a 60 miliardi di yen, pari in media a 310 milioni di dollari. Il vicepresidente Takahiro Mori ha definito queste difficoltà temporanee, ribadendo comunque l’obiettivo di arrivare a 250 miliardi di yen di utili ricorrenti entro il 2028.