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Washington valuta contractor privati per proteggere asset venezuelani

Le major petrolifere chiedono garanzie durature: incognite legali ed impatto sulle rotte

Secondo due fonti citate dalla "Cnn", l’amministrazione Trump sta valutando l’ingaggio di contractor militari privati per assicurare la protezione delle infrastrutture petrolifere ed energetiche in Venezuela, con l’obiettivo di rassicurare i grandi operatori del settore e favorirne il ritorno agli investimenti. 

Il presidente avrebbe escluso un impiego prolungato di forze armate statunitensi sul territorio venezuelano, ma l’intenzione è dare garanzie di sicurezza non solo temporanee: le compagnie petrolifere chiedono misure solide e durature per poter riprendere attività su oleodotti, impianti di stoccaggio, raffinerie e terminal marittimi. I piani sono ancora embrionali, ma diversi operatori privati della sicurezza si sarebbero già fatti avanti per offrire servizi che spaziano dalla protezione fisica degli asset alla logistica di scorta e al risk management delle catene di approvvigionamento energetico. 

A titolo di confronto operativo, durante il conflitto in Iraq gli Stati Uniti impegnarono circa 138 miliardi di dollari in contratti per sicurezza privata, logistica e ricostruzione — un precedente che evidenzia scala e complessità di questo tipo di appalti. Rimangono aperte questioni giuridiche, normative e di regia operativa: status di forze, regole d’ingaggio, responsabilità contrattuali ed impatto sulle rotte marittime e sulle infrastrutture critiche regionali saranno determinanti per la fattibilità e la durata dell’operazione.

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