Con l’arrivo sul mercato italiano atteso per settembre, Audi riporta al centro della scena la Q7, modello che oltre vent’anni dopo il debutto della prima generazione resta uno dei pilastri della gamma dei Quattro Anelli. La terza generazione del grande Suv tedesco si presenta come un passaggio strategico per il marchio, che punta su spazio a bordo, contenuti digitali e soluzioni di propulsione capaci di mantenere la Q7 in una posizione di rilievo nell’offerta globale.
Il progetto nasce sulla Premium Platform Combustion (Ppc), architettura dedicata ai modelli termici più evoluti della Casa di Ingolstadt. In un segmento che continua ad avere una forte attrattiva tra le famiglie numerose e tra chi affronta lunghi trasferimenti, Audi ha scelto di intervenire su più fronti, senza limitarsi ad un semplice aggiornamento estetico. Il lavoro ha riguardato infatti anche la configurazione dell’abitacolo, da sempre uno degli elementi più apprezzati del modello.
Per la prima volta la nuova Q7 sarà ordinabile con tre diverse soluzioni di seduta: cinque, sei oppure sette posti. La novità più rilevante è la variante a sei posti, che introduce due poltrone singole nella seconda fila e mira a elevare il livello di comfort fino a richiamare quello delle grandi berline di rappresentanza. Rimangono disponibili anche le configurazioni tradizionali, compresa quella che consente di sistemare fino a tre seggiolini per bambini affiancati nella seconda fila.
La vocazione alla praticità resta ben evidente anche nella capacità di carico. Nella configurazione a cinque posti, con i sedili abbattuti, il bagagliaio arriva a 2075 litri, un valore superiore a quello della generazione precedente e coerente con l’impostazione da veicolo familiare e da viaggio che da sempre caratterizza la Q7.
L’abitacolo, però, segna il cambiamento più profondo. La nuova architettura digitale si fonda sulla piattaforma elettronica E3 1.2 e porta al debutto il cosiddetto "Digital Stage", formato da una strumentazione digitale da 11,9 pollici, da un display centrale Oled curvo da 14,5 pollici e da uno schermo riservato al passeggero anteriore. A completare il quadro intervengono il sistema operativo Android Automotive e l’integrazione dell’intelligenza artificiale tramite ChatGPT.
Tra le dotazioni pensate per migliorare la qualità della vita a bordo figura anche il nuovo tetto panoramico elettrocromatico a trasparenza adattiva, che consente di modulare l’opacità della superficie vetrata. Il sistema è affiancato da un impianto di illuminazione integrata personalizzabile su trenta tonalità differenti.
Anche il design compie un passo deciso verso un’impostazione più muscolare. All’anteriore spicca la grande griglia single frame rialzata, mentre i passaruota marcati richiamano in modo diretto la tradizione della trazione integrale quattro. Rispetto alla precedente generazione, la vettura cresce inoltre in altezza, rafforzando la propria presenza visiva su strada.
Per l’avvio commerciale, Audi ha scelto di puntare sul diesel elettrificato. La gamma iniziale comprende due declinazioni del V6 3.0 TDI mild hybrid plus, da 245 e 299 CV. Il sistema abbina il motore termico a una componente elettrica a 48 Volt, con un powertrain generator in grado di contribuire direttamente alla trazione e di recuperare energia in fase di frenata. Presente anche una doppia sovralimentazione, affidata a turbocompressore tradizionale e compressore elettrico, soluzione pensata per migliorare la prontezza ai bassi regimi e l’efficienza complessiva.
Nei mesi successivi al debutto, la proposta sarà estesa anche a motorizzazioni benzina Tfsi ed a varianti plug-in hybrid, in linea con l’impostazione multi-tecnologica che Audi continua a perseguire in questa fase di transizione del mercato automobilistico.