info

cancel

directions_carL'industria in Piemonte recupera. Merito della mobilità

Camera di commercio: nel terzo trimestre produzione auto +27,5%

"Nonostante il forte miglioramento registrato rispetto al II trimestre 2020 il periodo luglio-settembre 2020 continua a evidenziare risultati con il segno meno per tutti i principali indicatori. Per tornare ai livelli pre-covid ci vorrà ancora del tempo". È questa la fotografia della situazione economica e industriale in Piemonte così come viene fuori dai dati della 196a Indagine congiunturale sull’industria manifatturiera, realizzata in collaborazione con gli Uffici studi delle Camere di commercio provinciali. I numeri non sono ancora buoni, anche se indicano una certa ripresina trainata soprattutto dal settore trasporti e mobilità che sembra finalmente tornata in recupero. La rilevazione è stata condotta a ottobre con riferimento ai dati del periodo luglio-settembre 2020: ha coinvolto 1.802 imprese industriali piemontesi, per un numero complessivo di 100.249 addetti e un valore pari a circa 55,8 miliardi di euro di fatturato.

I dati dicono che nel terzo trimestre 2020 l’attenuazione delle misure restrittive, introdotte per contenere la diffusione del covid-19, ha permesso al tessuto manifatturiero piemontese di rialzare la testa. Dall’indagine emerge come, nel periodo luglio-settembre 2020 il calo produttivo abbia infatti ridotto notevolmente la propria intensità, passando dal -15,7% del secondo trimestre al -2,4% del terzo trimestre. Alla contrazione della produzione industriale del 2,4% rispetto al III trimestre 2019 si affianca il calo degli ordinativi sia interni (-3,2%) che esteri (-3,4%): il fatturato diminuisce dell'1,5% a livello tendenziale e la componente estera flette del 2,5%. Nettamente in miglioramento il grado di utilizzo degli impianti che si riporta al 61,8% rispetto al (57,0%) del primo trimestre 2020 e al (50,2%) del secondo trimestre 2020.

Quello che conforta è che, a livello settoriale, si conferma la stabilità del comparto alimentare (-0,4% nel terzo trimestre 2020) ma torna in auge l’importante ripresa dei mezzi di trasporto. La filiera dell’automotive, che aveva subito un forte rallentamento ancora prima dell’impatto covid, chiude questo trimestre con un incoraggiante -0,1%, risultato frutto di un consistente rimbalzo della produzione di auto (+27,5%), attenuato dal calo del 2,7% della componentistica e dalla contrazione del comparto aerospaziale (-5,1%). Un dato migliore rispetto alla media complessiva della manifattura regionale viene registrato anche dalla meccanica (-1,9%). Non è un caso che, a livello di province, quella che perde di meno (solo -0,9%) è Alessandria, dove la contrazione della metalmeccanica è controbilanciata dalla crescita dell’industria alimentare: Cuneo, in contro tendenza, mostra un rimbalzo positivo del 2,7%, risultato generato dal buon andamento delle imprese della Granda del comparto alimentare e di quello meccanico.

Come mette in rilievo Gian Paolo Coscia, appena confermato presidente di Unioncamere Piemonte: "In questo trimestre abbiamo assistito a un rimbalzo economico, successivo al primo lockdown. Alla stabilità del comparto alimentare si è affiancata l’importante ripresa dei mezzi di trasporto, settore di punta della nostra manifattura. La priorità è garantire alle imprese quella liquidità necessaria per superare questa nuova tempesta. Su questo è necessario lavorare, per riuscire a dare un po' di respiro alle aziende piemontesi in vista della chiusura dell’anno".

Il recupero migliore ha riguardato le grandi imprese (oltre 250 addetti) che registrano, rispetto all’analogo periodo dell’anno precedente, una flessione solo del 1,1%. Le micro (0-9 addetti) e le piccole imprese (oltre 250 addetti) hanno evidenziato una flessione rispettivamente del 3,1% e del 3,4%. Il risultato peggiore appartiene, in questo trimestre, alle realtà di medie dimensioni (50-249 addetti; -4,2%).

Infine, un'altra buona notizia. Secondo Camcom Piemonte, si sta assistendo al "crescente interesse nei confronti delle iniziative di back-reshoring", cioè di "rientro nel paese di origine dell’azienda di attività di produzione precedentemente delocalizzate" all'estero, "sia nella forma di produzione in stabilimenti di proprietà, che di acquisto da fornitori locali". Secondo quanto scrive Camcom Piemonte nel suo report, nel terzo trimestre 2020, il 35% delle imprese del territorio che hanno delocalizzato, principalmente in Cina o altri paesi asiatici e nell’Europa dell’est, "ha deciso di riportare del tutto o in parte la produzione in Italia o ha in previsione di farlo nel breve periodo".

La principale motivazione di questo rientro, sostiene Camcom Piemonte, è la difficoltà di coordinamento, seguita dalla scarsità della manodopera estera e dal valore aggiunto del made in Italy. "Abbiamo stanziato un plafond di 2 miliardi di euro, disegnato per accompagnare gli sforzi delle pmi nella direzione di una maggiore sostenibilità sotto il profilo ambientale, sociale e di governance: una strada per guardare avanti verso un futuro necessariamente diverso - sottolinea Teresio Testa, direttore regionale Piemonte, Valle d’Aosta e Liguria di Intesa Sanpaolo che, insieme a Unicredit, ha collaborato con Unioncamere alla realizzazione del report trimestrale di Camcom - Avevamo colto anche noi segnali incoraggianti a partire da luglio fino ancora al mese di settembre, prima che la seconda ondata della pandemia modificasse il quadro. Da febbraio 2020 in Piemonte abbiamo deliberato oltre 18.000 finanziamenti dedicati all’emergenza covid per un totale di 1,9 miliardi di cui quasi 16.000 richieste sotto i 30.000 euro previsti dal decreto Liquidità, abbiamo accolto 52.000 richieste di moratoria e anticipato la cassa integrazione a più di 2.000 lavoratori. C’è ancora disponibilità e l’impostazione delle pratiche si può fare a distanza".