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Rfi, un passo avanti e due indietro nella ferrovia Monza-Chiasso

Conclusi i lavori per il segnalamento europeo Ertms/Etcs di livello 2. Manca però tutto il resto

La ferrovia Monza-Chiasso fa un passo avanti nella tecnologia sul controllo della circolazione dei treni. Il 20 giugno 2022, il gestore della rete Rfi ha, infatti, comunicato di aver concluso i lavori per attrezzare la linea con il sistema di segnalamento a standard europeo Ertms/Etcs di livello 2. L’intervento comporta un investimento complessivo di oltre 6 milioni di Euro per un sistema che, finora, era appannaggio quasi esclusivo delle linee AV e della prima tratta della Direttissima Roma-Firenze. Il nuovo segnalamento si sovrappone, senza sostituirlo, allo standard italiano Scmt: questo, almeno, in attesa della migrazione totale, quando il sistema italiano sarà definitivamente spento.
Secondo Rfi, la nuova tecnologia consentirà un miglioramento della regolarità della circolazione offrendo una maggiore affidabilità per l’infrastruttura. 

Tra gli addetti ai lavori resta vivace la discussione sulla portata effettiva di questi interventi e soprattutto se essi rappresentano un vero salto di qualità e un aumento reale di capacità di questo asse ferroviario fondamentale. Il problema, dicono gli esperti, è che non ci potranno essere benefici rivoluzionari fino a quando le attuali sezioni di blocco restano invariate rispetto a quelle attuale, ognuna delle quali può essere occupata da un solo treno per volta. Oltretutto, da quanto si apprende, il sistema Etcs L2 sulla Monza-Chiasso, in realtà, è stato installato tra Desio e il posto di blocco P463, che rappresenta l’imbocco sud della galleria merci di Monte Olimpino 2 che porta direttamente a Chiasso: proprio qui avviene il passaggio tra l’Etcs L2 e lo standard L1 in uso in Svizzera su questa tratta.

Intanto, sottolineano gli esperti, Rfi rinvia a data da destinarsi investimenti più corposi sull’infrastruttura: per esempio, all’uscita sud della galleria merci Monte Olimpino 2, al Bivio Rosales, resterà l'attuale connessione a raso a due binari. Resterà a lungo sulla carta anche l’ipotesi che rappresenterebbe una vera svolta: quella di una nuova linea merci ad alta capacità prospettata lungo la direttrice verso Seregno-Milano, lunga circa 37 km di cui 15 km in variante, 14 km in affiancamento e 8 km di raccordi. In pratica una gronda merci nord-est, speculare a quella nord-ovest da realizzare, quest’ultima, lungo l’itinerario di Luino-Gallarate. Anche questa, dicono, finita in fondo a un cassetto. 

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