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directions_carConftrasporto, va bene il piano di ripresa ma bisogna snellire i tempi

Indispensabili lo sportello unico doganale e la piattaforma nazionale per la logistica

Presentata al consiglio dei ministri la scorsa settimana, la bozza del piano nazionale Next Generation ha attirato l’attenzione di Conftrasporto-Confcommercio che, con il suo presidente, Paolo Uggé, ha espresso una serie di valutazioni. Positivo l’impianto del provvedimento, secondo l’associazione di categoria dei trasporti, ma senz’altro da potenziare sotto alcuni aspetti di natura burocratica. Appare innegabile che il cosiddetto Piano di ripresa e resilienza sia necessario al Paese: in esso sono contenute manovre ed investimenti per ben 27 miliardi di euro. Tra i campi interessati quelli delle infrastrutture, delle politiche di transizione energetica, dei porti e del rinnovo delle flotte navali impiegati per i collegamenti con le isole. Tuttavia, secondo Conftrasporto, un buon impianto normativo non è sufficiente se depotenziato da un lento accesso alle risorse. Il presidente di Conftrasporto Uggé sostiene che sia giunto il momento di realizzare alcuni strumenti da troppo tempo in sospeso. Il riferimento è allo sportello unico doganale e alla piattaforma nazionale per la logistica.

"Probabilmente non capiterà mai più al nostro Paese di poter disporre di una così ingente dotazione economica - avverte Uggè - Tuttavia è lo stesso governo a evidenziare nel piano la necessità di affrontare con determinazione alcune riforme, tra le quali certamente devono rientrare lo snellimento e la sburocratizzazione dei procedimenti necessari a utilizzare le risorse economiche".

La richiesta di Conftrasporto è sostanzialmente una: snellire i tempi. "Il nodo è sempre quello: i tempi - ribadisce Uggè - Bisogna fare presto, perché il rischio è che, ancora una volta, il nostro Paese non si metta nella condizione di spendere, nei tempi adeguati, le risorse che servono a realizzare i progetti. In particolare, ci lascia perplessi il fatto che lo strumento individuato per velocizzare gli iter sia il decreto semplificazioni, che sconta il grossissimo limite di essere una norma a tempo, valida solo fino a dicembre del 2021. Uno strumento che di fatto, soprattutto per le piccole e medie opere, non viene utilizzato dalle stesse amministrazioni pubbliche, che proprio in virtù della temporaneità della norma, sono molto restie a impiegarlo".

"Chiediamo al governo - conclude Uggè - di fare un vero salto di qualità, che consenta di superare i limiti normativi che ancora oggi non consentono al nostro Paese di crescere. Forse sarebbe il caso di rilanciare l’idea del dipartimento trasporti e logistica per rendere più veloci possibile gli interventi per le opere necessarie".