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trainFerrovia Bologna-Prato, cinque anni di disagi

I lavori alla Direttissima sono iniziati domenica scorsa. Insieme alle polemiche

Ferrovie dello Stato Italiane

I lavori della ferrovia Direttissima sono cominciati domenica scorsa. Neanche il tempo di mettere giù le prime picconate e subito sono scoppiate le polemiche. Uno stillicidio quotidiano di ritardi e disagi allungano, anche di due ore, i viaggi dei pendolari verso il lavoro, e ritorno. E hanno già sollevato le proteste dei passeggeri costretti a lunghe attese e a stiparsi sui pullman sostitutivi. Insufficienti, specie con le restrizioni per il covid. Gli interventi sulla linea dureranno fino a dicembre 2021 e poi a intervalli di un anno, per un quinquennio, in totale. Sono a cura di Rete ferroviaria italiana (Rfi) con l’intento di potenziare le infrastrutture e la tecnologia del servizio, soprattutto nelle gallerie, numerose sulla tratta Prato-Bologna, adeguandolo agli standard europei. I disagi si moltiplicano, tanto che qualcuno ha chiesto che i lavori vengano effettuati anche di notte, pur di sveltire le tempistiche.

Una richiesta, quella dei lavori notturni, partita soprattutto dai pendolari, e a cui risponde Andrea Corsini, assessore ai Trasporti e infrastrutture della Regione Emilia Romagna. "Il lavoro notturno per il cantiere lungo la linea ferroviaria Bologna-Prato - dice Corsini - avrebbe allungato di altri tre anni l’esecuzione dell’opera, senza peraltro migliorare il servizio per il trasporto di persone e merci che avrebbero avuto comunque disagi per un tempo più lungo. Per questo non è stato previsto nel programma lavori sottoscritto dalla Regione con Rfi e Trenitalia-Tper".

Il programma dei lavori, sottoscritto da Regione con Rfi-Trenitalia Tper, prevede una durata complessiva di 5 anni, con cantiere diurno operativo dalle 9 alle 16 e in alcuni fine settimana, suddivisi in tre tranche di un anno ciascuna tra le quali intercorre sempre un’annualità di interruzione lavori, in cui viene ripristinato il servizio completo.

Il calendario è così strutturato: il cantiere nel tratto tra Prato e Vernio da dicembre 2020 a dicembre 2021, Pianoro - San Benedetto Val di Sambro dal dicembre 2022 al dicembre 2023 e quelli tra San Benedetto Val di Sambro e Vernio dal dicembre 2024 al dicembre 2025. I comuni bolognesi interessati all’opera sono: San Benedetto Val di Sambro, Castiglione dei Pepoli, Grizzana Morandi, Monzuno e Pianoro.

"Comprendo bene i disagi dei pendolari e proprio per cercare le soluzioni più idonee - prosegue Corsini - abbiamo istituito una cabina di regia con i sindaci dei comuni del versante toscano ed emiliano e il comitato pendolari per tenere continuamente monitorata la situazione. Nello stesso tempo abbiamo già chiesto l’intervento di Rfi e Trenitalia-Tper perché attivino subito un’offerta sostitutiva migliore e opere compensative, quali sistemazione delle stazioni lungo la linea con riqualificazione dei fabbricati, innalzamento marciapiedi, ascensori, eventuali sottopassi, per ridurre al massimo disagi e disservizi". "Non dobbiamo però perdere di vista l’obiettivo fondamentale - continua l’assessore - L’allargamento delle gallerie lungo la Bologna-Prato, un importante corridoio nazionale ed europeo per i passeggeri e le merci che qui transitano dirette ai porti e agli interporti del Nord, è un’opera necessaria e fondamentale. Un’infrastruttura che, quando sarà ultimata, ripagherà tutti con trasporti più moderni e rapidi. Il nostro impegno, quindi - conclude Corsini - è mettere ora in equilibrio queste necessità: compensare i disagi dei pendolari con misure alternative e proseguire a ritmo serrato con il completamento delle opere".