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directions_carL'Ue lancia il primo progetto importante sull'idrogeno

Il ministro Patuanelli ha sottoscritto l'Ipcei: almeno 3 miliardi stanziati

La Germania si appresta a chiudere il suo semestre di presidenza del consiglio Ue dopo aver spinto il più avanti possibile temi giudicati fondamentali come l‘idrogeno. È di pochi giorni fa, infatti, il lancio del primo Ipcei (lo strategic forum for Important projects of common european interest) sull’idrogeno, nel corso di una conferenza on line che ha riunito tutti gli stati membri interessati al vettore, Italia compresa. Il ministro tedesco dell’Economia Peter Altmaier, infatti, ha appena lanciato il primo progetto di comune interesse europeo sull’idrogeno, firmando assieme al ministro dello Sviluppo economico, Stefano Patuanelli e altri 20 ministri Ue più la Norvegia un manifesto di intenti.

Per capirne la portata, è necessario fare qualche passo indietro. Quando le iniziative private a sostegno dell’innovazione e delle infrastrutture rivoluzionarie non si concretizzano a causa dei rischi associati dei progetti, le norme Ue sugli aiuti di Stato consentono ai paesi membri di colmare congiuntamente il divario: possono farlo riunendo competenze e risorse finanziarie tramite gli Ipcei, gli Importanti progetti di comune interesse europeo. Si tratta di strumenti creati al fine di contribuire al raggiungimento di obiettivi di sviluppo comunitari; limitando al contempo le potenziali distorsioni della concorrenza.

In questo contesto, il primo Ipcei sull’idrogeno sarà incentrato su Tecnologie e sistemi riguardanti tutta la catena del valore, dalla r&s all’implementazione delle installazioni. Attraverso questo progetto si punterà a produrre il vettore in maniera sostenibile, in particolare da fonti rinnovabili. Inoltre saranno fabbricati elettrolizzatori e mezzi pesanti di trasporto alimentati idrogeno, come navi, aerei, veicoli commerciali; sviluppate soluzioni per lo stoccaggio, la trasmissione e la distribuzione dell’idrogeno; implementate applicazioni industriali dell’idrogeno, per favorire la decarbonizzazione degli impianti industriali specie nei settori di difficile elettrificazione.

"L’idrogeno è una tecnologia di importanza strategica sulla strada per il raggiungimento degli obiettivi climatici dell’Ue spiega il ministro tedesco dell’Economia Peter Altmaier - Ed è un elemento centrale per la riduzione delle emissioni di CO2 nei settori industriale e dei trasporti. Con l’aiuto di progetti europei comuni e investimenti congiunti nelle tecnologie dell’idrogeno in Europa, diventeremo il numero uno al mondo espandendo la nostra competitività e garantendo posti di lavoro a lungo termine".

"Sono profondamente convinto che le imprese italiane sapranno farsi trovare pronte a cogliere le opportunità offerte nel quadro dei cosiddetti Ipcei e a lavorare in sinergia con le imprese degli altri paesi europei, in modo da far raggiungere alla Ue un ruolo di leadership", gli fa eco Stefano Patuanelli, ministro dello Sviluppo economico. Patuanelli, Altmaier e altri 20 ministri europei assieme alla Norvegia, hanno approfittato dell’incontro on line per firmare un Manifesto di intenti. L’obiettivo? Sostenere lo sviluppo di una catena del valore europea, in particolare per l’idrogeno verde, investendo miliardi in questa nuova tecnologia chiave.

Oltre all’Italia, alla Germania e alla Norvegia hanno siglato il documento: Austria, Belgio, Bulgaria, Croazia, Danimarca, Estonia, Finlandia, Francia, Grecia, Lussemburgo, Olanda, Polonia, Portogallo, Spagna, Repubblica ceca, Repubblica slovacca, Romania, Slovenia, Svezia, Ungheria.

Proprio Patuanelli, a settembre scorso dal palco di Trieste Next 2020, ha parlato dell'idrogeno come di un "acceleratore democratico di ricchezza". Secondo uno studio realizzato da The European House-Ambrosetti, in collaborazione con Snam, questo combustibile pulito può garantire un impatto sul pil compreso tra 22 e 37 miliardi di euro al 2050. E nel contempo, tramite la sua filiera, offrire oltre 540 mila nuovi posti di lavoro. "Il governo crede fortemente che l’Italia debba esserci nella partita dell’idrogeno - ha anticipato Patuanelli a settembre - Per questo stiamo predisponendo alcune progettualità e tra la manovra di bilancio di dicembre e le risorse del recovery plan non potranno esserci meno di 3 miliardi sugli Ipcei per l’idrogeno".