info

cancel

trainStrage di Viareggio, la prescrizione ha stravolto il processo

Dura presa di posizione dell'associazione dei parenti delle 32 vittime. Ma Mauro Moretti sarà di nuovo alla sbarra

Ferrovie dello Stato Italiane

"La prescrizione ha stravolto questo processo. Questo è il punto fondamentale. Adesso voglio vedere i politici cosa diranno sulla prescrizione. È inutile che lo dicano oggi che sono contro la prescrizione, come hanno fatto per l’Eternit. E poi per le faccende di comodo invece tornano a favore della prescrizione. Il fatto che non ci sia la prescrizione non allunga i tempi processuali. Questa è una bugia che raccontano. Lo sappiamo bene anche noi oggi. Informatevi". Davanti ai giornalisti si è espresso così, Marco Piagentini, portavoce dei familiari delle vittime, all’indomani della sentenza di Cassazione che ha dichiarato prescritti gli omicidi colposi plurimi per i 32 morti del disastro ferroviario di Viareggio, considerato un altro punto nero nella vergognosa mappa delle stragi italiane affossate dalla prescrizione.

Nel comunicato stampa letto da Andrea Maccioni, fratello di Stefania, moglie di Piagentini, morta a 39 anni come due dei loro figli, Luca e Lorenzo, 4 e 2 anni, i familiari fanno sapere che "la Cassazione avrebbe avuto l’opportunità di salvare la vita a migliaia di persone e lavoratori, invece questo dispositivo è in forte dissonanza con quella che è la realtà del Paese. Dalla rilettura del dispositivo, amaramente si sono salvate le società per azioni, in modo che il sistema attuale continui. Per fare ciò, è bastato cancellare l’aggravante dell’incidente sul lavoro, facendo cadere l’impianto accusatorio sulle società. Abbiamo capito molto bene che gli amministratori delegati passano, ma le società rimangono". In quello che i familiari definiscono un paese genuflesso ai poteri forti, "è prioritario che le norme 81/08, quelle sulla sicurezza sul lavoro, siano estese al più presto anche alle ferrovie".

Mauro Moretti ancora imputato eccellente

Il processo comunque non è ancora finito. E l'imputato eccellente Mauro Moretti tornerà a processo anche per l'accusa di omicidio colposo plurimo: il reato, infatti, dichiarato prescritto dopo il mancato riconoscimento dell'aggravante dell'infortunio sul lavoro, resta in piedi per l'ex ad delle Ferrovie che, nel corso del processo, ha rinunciato alla prescrizione. Nel processo di appello bis che si aprirà presso la Corte di Firenze, Moretti, assistito dai difensori Franco Coppi e Armando D'Apote, dovrà quindi rispondere di omicidio colposo (non più aggravato) e disastro ferroviario. Sono gli stessi legali a confermarlo. Mentre alle altre quattro persone per le quali è la Cassazione ha disposto l'annullamento con rinvio (tra cui l'ex ad di Rfi Michele Mario Elia) verrà contestato solo il disastro. Undici, invece, le condanne per disastro ferroviario che con la pronuncia di ieri sono divenute irrevocabili, per le quali in appello andranno soltanto rideterminate le pene.

"Avevamo capito che Moretti aveva rinunciato alla prescrizione solo per l'incendio e le lesioni colpose. Ma leggendo il dispositivo della Cassazione - spiega Tiziano Nicoletti, uno dei legali dei parenti delle vittime - si capisce che l'ingegner Moretti ha rinunciato, a differenza degli altri imputati, anche alla prescrizione per omicidio colposo plurimo. Quindi per quanto riguarda l'imputato Moretti si torna davanti alla Corte di Appello di Firenze anche per l'imputazione di omicidio colposo plurimo, non aggravato ovviamente, essendo caduta l'aggravante dell'incidente sul lavoro".

"La nostra sconfitta - ha aggiunto Nicoletti - è soltanto quantitativa: per colpa della prescrizione abbiamo perso tre reati su quattro. Ma la Cassazione ci ha detto, in modo definitivo, che il 29 giugno 2009 a Viareggio ci fu un disastro ferroviario. Un disastro per il quale un gruppo di imputati, italiani e stranieri, sono stati condannati con sentenza irrevocabile".

Doccia fredda per l'associazione Il mondo che vorrei

Ma per la città e per i familiari delle 32 vittime, riuniti nell'associazione Il mondo che vorrei, quella di ieri resta comunque una doccia fredda. A Viareggio sono comparsi diversi striscioni di protesta, uno all'esterno dello stadio dei Pini, in cui si legge "Colpevoli di strage in prescrizione Vergogna". Al Parco degli Angeli, realizzato in ricordo delle 32 vittime della strage ferroviaria del 29 giugno 2009, vicino a via Ponchielli ce n'è un altro con scritto "Moretti all'inferno", mentre in un altro a Largo Risorgimento si legge "Giustizia vera, Moretti in Siberia".

Il sindaco di Pietrasanta, intanto, ha annunciato che invierà una lettera al Capo dello Stato. "La strage di Viareggio è senza colpevoli: è una sentenza vergognosa - attacca il primo cittadino Alberto Stefano Giovannetti - Scriverò al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella per manifestare lo sdegno di tutta la nostra comunità. Questa non è la giustizia che si merita il nostro Paese".

La lunga attesa dei parenti delle 32 vittime

Venerdì scorso, 8 gennaio, la lunga giornata dei familiari delle vittime riuniti in assemblea permanente fino alla sentenza della Corte di Cassazione per gli imputati del disastro ferroviario del 29 giugno 2019 è stata marcata da 32 magliette bianche distese tra le poltroncine rosse della sala della Croce verde di Viareggio, una per ogni vittima della strage. Ciascuna ha stampato sopra un volto. L’assemblea è stata presieduta da Marco Piagentini, del Mondo che Vorrei, l’associazione che riunisce i parenti di chi ha avuto lutti quella notte. Nel corso dell'assemblea sono intervenuti i parenti delle vittime di altre stragi: dalla Moby Prince al Ponte Morandi, dalle vittime dell'amianto a quelli della Thyssen.