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Mobilità sostenibile: la sfida dell'automotive

Impatti e strategie nel settore verso il 2035

Durante un recente incontro rilevante a Milano, avvenuto in data 13 novembre, all'interno del "ForumAutomotive", si è tenuto un dialogo fecondo tra le figure-chiave dell'industria e rappresentanti politici, tra cui spiccava la presenza del ministro dell'Ambiente e della sicurezza energetica (Mase), Gilberto Pichetto Fratin.

Al centro della discussione, vi era la partecipazione di Roberto Scarabel, presidente di AsConAuto, il quale ha presentato una relazione dal tenore critico ai politici presenti. Infatti ha evidenziato il netto aumento della retribuzione annua lorda media degli italiani, passata da 23.000 Euro nel 2003 a 31.000 Euro nel 2022. Questo incremento è stato parallelo al rincaro dei prezzi delle auto utilitarie, che sono aumentate del 37% tra il 2003 ed il 2010, e del 77% tra il 2010 ed il 2022, sfociando in un costo attuale di 15.600 Euro.

Sottolineando l'importanza di facilitare il passaggio a veicoli di classe inferiore di emissioni per chi non può permettersi un'auto nuova, Scarabel ha suggerito che incentivi per il passaggio da autovetture Euro 2 ad Euro 4 potrebbero rappresentare una soluzione.

Il presidente di AsConAuto, esaltando il doppio ruolo di imprenditore e rappresentante settoriale, ha anche presentato una visione più articolata, esortando ad adottare soluzioni intermedie, come l'uso di biometano e biogas, per fronteggiare la lunga attesa verso l'obiettivo del 2035.

Gli imprenditori di AsConAuto, che rappresentano l'80% dei concessionari in Italia, rimangono protagonisti anche nel settore post-vendita. Continuano così a garantire forniture di ricambi originali e servizi professionali, consolidando un settore del valore di 32 miliardi di Euro, sostenuto dall'impegno quotidiano di oltre 42.000 autoriparatori sul territorio nazionale.

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