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directions_carattach_fileAltro che fusione, Stellantis parla francese

Pochi i nomi provenienti da Fca, ancora meno quelli italiani

Anas Anas

Casomai ci fossero ancora dei dubbi sul fatto che l'operazione Stellantis più che una fusione è una vera e propria acquisizione di Fca da parte dei francesi di Psa, basta scorrere l'organigramma appena completato. Più che la lingua di Dante si parla quella di Molière: pochi i nomi provenienti dalla fu Fca, ancor meno quelli italiani. Che dovesse andare così si era già intuito dando un’occhiata alla composizione del nuovo consiglio d’amministrazione, con Psa che ha espresso 6 membri, compreso l’amministratore delegato Carlos Tavares, e Fca che ne ha espressi 5 (rimarranno in carica quattro anni, cinque nel caso di Tavares).

A ulteriore riprova del differente peso specifico delle forze in campo, è stato appena nominato il pool dirigenziale di Stellantis, prevalentemente francese (la lista completa è visibile in allegato). Non è un problema di scarsa capacità degli italiani, quanto piuttosto una precisa definizione di chi tra Fca e Psa prenderà le decisioni. Mike Manley, ex numero uno di Fca, si occuperà delle attività del gruppo in America: a dirigere marchi come Fiat e Alfa Romeo saranno due francesi, rispettivamente Olivier Francois e Jean-Philippe Imparato. Francois, che è da tre lustri ai vertici di Lancia, prima, e Fca, è ormai naturalizzato italiano mentre Imparato, che aveva diretto la filiale di Peugeot nel nostro Paese, è di origine italiana: la sua nomina coincide con la ricollocazione di Tim Kuniskis (che non parlava nemmeno la nostra lingua), finito a coordinare le operazioni di due marchi come Chrysler e Dodge.

A Luca Napolitano è stata affidata Lancia, che al momento è un brand con poco peso strategico all’interno di Stellantis, visto che la sua offerta commerciale si basa su un singolo modello, l’inossidabile Ypsilon. Molto positiva, invece, la conferma di Davide Grasso al vertice di Maserati, mentre stupiscono le nomine al design: a sovraintendere le scelte stilistiche delle vetture Stellantis saranno un francese e, ancor più sorprendentemente, un americano. Mentre a dirigere le operazioni finanziarie del gruppo sarà Richard Palmer, uomo fidato del defunto Sergio Marchionne. Forse il più dotato dei manager torinesi, Pietro Gorlier, ex responsabile area Emea, andrà a occuparsi dell’after sales a livello mondiale.

Le altre posizioni chiave di Stellantis sono tutte in mano ai francesi: Maxime Picat, capo europeo di Psa (al posto di Gorlier), mantiene il suo incarico in Stellantis. Michelle Wen, di Psa, sarà la responsabile acquisti e catena fornitori; Arnaud Deboeuf, sempre di Psa, sarà capo della produzione. Le operazioni in Cina andranno a un altro manager francese, Gregoire Olivier.

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