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Caos Crowdstrike: quale futuro per l'auto elettrica

Colonnine inattive per ore perché ecosistema è dipendente da informatica

Il blocco che la scorsa settimana ha mandato in tilt il sistema di sicurezza informatica Windows Crowdstrike ha creato problemi su tutto il territorio nazionale ai proprietari di auto elettriche. Certo, il problema è stato risolto con un aggiornamento del software che aveva bloccato milioni di computer nel mondo. Tuttavia, il fatto che per diverse ore non sia stato possibile ricaricare il proprio veicolo ha generato ansia in non pochi automobilisti.

Non solo le colonnine di ricarica per auto elettriche, ma centinaia di aeroporti, uffici di aziende, enti governativi, banche, sistemi ferroviari ed ospedali in tutto il mondo hanno patito numerosi disagi. In Italia, la mattina di venerdì 19 luglio gli automobilisti non hanno potuto fare il pieno di energia elettrica, anche se tutto è tornato alla normalità a partire dal pomeriggio dello stesso giorno. 

In particolare, in Italia il blocco del sistema Crowdstrike ha impattato negativamente sulle colonnine dell'operatore Enel X Way (e non solo) con i clienti che non potevano pagare la ricarica in quanto la carta di credito e l'applicazione per smartphone non si interfacciava correttamente con la colonnina pubblica in strada. Un inconveniente che alimenta qualche dubbio sul mondo dell'auto elettrica, il cui ecosistema è dipendente dai sistemi informatici.

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