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directions_cartrainRecovery fund ancora senza soldi. Ma i senatori già pensano a come spenderli

Le richieste: nuovo codice degli appalti e meno centri di gara

Ci sono 209 miliardi di euro da spendere per riavviare il Paese. E per rimettere in sesto le infrastrutture non più adeguate per la mobilità in Italia. I soldi sono nel Recovery fund, per ora solo un'idea e un impegno tra i principali partner europei. Sì perché perché per vederli in cassa, pronti a essere spesi, dovrà passare ancora molto tempo. Almeno sei se non otto mesi, giusto il tempo di mettere d'accordo idee divergenti tra paesi cosiddetti frugali, Olanda in testa, che non vogliono spendere soldi per aiutare le "cicale" come l'Italia e la Grecia. Nel frattempo non resta che prepararsi a gestire la mole di denaro che arriverà. Così nella relazione delle commissioni bilancio e politiche Ue sulle proposte di linee guida per la definizione del Piano nazionale di ripresa e resilienza, che è la base per impostare i progetti da finanziare, i senatori hanno fatto le loro richieste. 

Gli appalti

Proprio sul tema specifico delle infrastrutture per la mobilità il Senato ha rilevato, tra l'altro, che

"dovrà essere rivisto il quadro normativo del codice degli appalti e dovrà essere stabilito un monitoraggio costante dello stato di avanzamento degli investimenti e dei lavori"

Non solo. Per non disperdere in mille rivoli fondi europei

"si dovrà prioritariamente procedere all'aggregazione delle trentaduemila stazioni appaltanti e accrescerne la competenza tecnica"

Si chiede ancora di privilegiare

"gli interventi di sviluppo dei sistemi infrastrutturali a rete, con particolare riguardo al completamento di quelli riguardanti le reti di trasporto transeuropee (Ten-T) e i nodi multimodali, nonché programmi di interventi che rispondono a procedure attrattive sperimentali ed efficaci"

Il Sud

La proposta che arriva da Palazzo Madama sull'uso delle risorse riguarda la particolare attenzione da mettere nel Mezzogiorno considerato il punto di arrivo dei flussi di trasporto dal Mediterraneo.

"La selezione di tali progetti dovrà privilegiare l'adozione delle migliori tecnologie esistenti per favorire i collegamenti stabili nel Sud del Paese nonché tra la parte continentale e quella insulare, in modo da garantire un regime effettivo di continuità territoriale con territori che rappresentano le naturali piattaforme intermodali degli archi costieri del Mediterraneo". Infine le Commissioni dei senatori "ritengono necessario provvedere ad inserire gli investimenti aeroportuali tra gli obiettivi prioritari che il Governo intende perseguire nell'ambito dello strumento Next Generation EU"