Strage di Bologna, rinvio a giudizio per Paolo Bellini

Regione Emilia-Romagna: "Evitata archiviazione"

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"C’era il rischio che venisse archiviato e invece no, si va avanti. Il 16 aprile inizierà finalmente un processo ai mandanti e ai tre imputati rispettivamente, di concorso, depistaggio e false informazioni, per la strage del 2 agosto 1980". È il commento di Stefano Bonaccini ed Elly Schlein, rispettivamente presidente e vicepresidente della Regione Emilia-Romagna, commentando la decisione del giudice dell'udienza preliminare del Tribunale di Bologna che ha rinviato a giudizio Paolo Bellini, Domenico Catracchia e Piergiorgio Segatel, rigettando la richiesta di archiviazione della difesa e accogliendo quella della Procura Generale, dei familiari delle vittime e delle parti civili, tra cui la Regione Emilia-Romagna. "Credo- hanno proseguito il presidente e la vicepresidente della Regione- che sia un altro passo nel cammino verso la verità sulla strage di Bologna, su un sistema di potere e di relazioni che l’ha prima ideata e finanziata, poi coperta. Un ringraziamento particolare lo dobbiamo all'impegno costante e prezioso dell'associazione dei familiari delle vittime e ai tanti cittadini che, insieme a loro, non si sono mai arresi continuando a chiedere giustizia".

L’attentato è tristemente celebre e risale a quasi 41 anni fa ormai. Si tratta di uno dei più gravi atti terroristici mai avvenuti nel nostro Paese nel secondo dopoguerra: morirono 85 persone ed altre 200 risultarono ferite in seguito all’esplosione di un ordigno a tempo nascosto in una valigia nella sala d’aspetto di seconda classe della stazione felsinea. Come esecutori materiali sono stati individuati dalla magistratura alcuni militanti di estrema destra, appartenenti ai Nuclei Armati Rivoluzionari, tra cui Valerio Fioravanti e Francesca Mambro. Le indagini si indirizzarono quasi subito sulla pista neofascista, ma solo dopo un lungo iter giudiziario e numerosi depistaggi, per cui furono condannati Licio Gelli, Pietro Musumeci, Giuseppe Belmonte e Francesco Pazienza, la sentenza finale del 1995 condannò Fioravanti e Mambro come appartenenti alla banda armata che ha organizzato e realizzato l'attentato di Bologna e per aver fatto parte del gruppo che sicuramente quell'atto aveva organizzato.