Il ministero dei trasporti cambia nome: diventa Infrastrutture e mobilità sostenibili

Confrastporto: "Idea assurda e incongruente con gli obiettivi annunciati dal governo Draghi"

Anas Anas

Il ministero delle Infrastrutture e dei trasporti cambia nome. La nuova denominazione sarà ministero delle Infrastrutture e mobilità sostenibili: la modifica è stata approvata con decreto-legge sulla riorganizzazione dei ministeri dal consiglio dei ministri del 26 febbraio su proposta del ministro Enrico Giovannini.

"Il cambio di nome corrisponde a una visione di sviluppo che ci allinea alle attuali politiche europee e ai principi del Next Generation Eu - spiega Giovannini - L’obiettivo è promuovere una forte ripresa economica del Paese che sia sostenibile anche sul piano sociale e ambientale, come indicato dal presidente Draghi, che ringrazio per aver sostenuto la proposta di modifica del nome del ministero. Investimenti rapidi e consistenti, come quelli che stiamo programmando - prosegue Giovannini - in particolare con il Piano nazionale di ripresa e resilienza, devono produrre un rilevante effetto sul piano della competitività del sistema economico e di stimolo occupazionale nell'attuale congiuntura economica e in prospettiva".

"Il rafforzamento e l'ammodernamento delle reti infrastrutturali e del settore della logistica - dice ancora Giovannini - l'investimento in infrastrutture sociali e nelle diverse aree del sistema dei trasporti devono accompagnare e accelerare le trasformazioni in atto nel mondo delle imprese e dei consumatori nella direzione della sostenibilità. Il ministero - aggiunge Giovannini - aprirà un dialogo intenso con gli operatori economici e sociali per identificare le azioni più idonee per accelerare questo percorso, tenendo conto anche delle nuove opportunità derivanti dai recenti orientamenti del mondo finanziario e delle politiche europee in materia".

Non si sono fatte attendere le reazioni dal mondo dei trasporti per il nuovo nome che assume il ministero. La modifica, secondo una nota di Conftrasporto-Confcommercio è "assurda e incongruente con quelli che sono gli obiettivi annunciati dal governo Draghi".

"Tutti sanno quanto la Confederazione sia da tempo orientata verso lo sviluppo sostenibile dei trasporti, invocando, ad esempio, di sostenere il rinnovo del parco circolante e navigante - precisa ilo presidente di Conftrasporto Confcommercio Paolo Uggè - Ma la sola idea di legare la politica economica, che si fonda su una logistica e su un sistema di trasporti funzionante, a quella di un ambientalismo dichiaratamente ‘integralista’ denota una visione quantomeno non chiara della realtà presente".

"Conftrasporto è da sempre per la mobilità sostenibile, e le politiche che sta portando avanti lo dimostrano. Sappiamo bene, però, che, se la politica economica non ha una rete di trasporti adeguata, non è funzionale a dare competitività al Paese. Bisogna prima compiere scelte di politica dei trasporti, e immediatamente dopo individuare mezzi attraverso i quali realizzare una mobilità sostenibile", incalza Uggè.

"Escludere dal nome del ministero il termine trasporti o logistica è una scelta che riteniamo grave, e denota un orientamento che non tiene conto della situazione reale. Se attuata e non chiarita, mette a rischio l’economia del nostro Paese, che è di trasformazione oltre che di produzione - prosegue Uggè - Tutto questo avviene in un momento in cui si sta cercando faticosamente di riprendere il cammino verso la ripresa. Il vetero ambientalismo rischia di bloccare tutto", conclude il presidente di Conftrasporto.