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Rixi contro la tassa sugli imbarchi: rischi legali e economici

Criticità operative ed aggravio per uffici comunali, operatori portuali e comparto crocieristico

Il viceministro delle Infrastrutture e trasporti Edoardo Rixi ha ribadito la sua netta contrarietà alla recente introduzione della tassa sugli imbarchi decisa dal Comune di Genova, collocandola nel contesto delle polemiche sollevate dal centrodestra. Lo ha dichiarato in una conferenza-stampa con il consigliere regionale per lo Sviluppo economico Alessio Piana ed il capogruppo della Lega in municipio Paola Bordilli

Rixi ha ricordato di aver già in passato sconsigliato amministrazioni di centrodestra dall’adottare misure analoghe e ha confermato che la sua posizione non è cambiata. Parallelamente ha espresso lo stesso giudizio negativo sull’aumento dell’addizionale comunale all’Irpef, segnalando preoccupazioni sia sul piano politico che economico. Particolare enfasi è stata posta sugli aspetti giuridici della nuova imposta: secondo il viceministro, l’addizionale sugli imbarchi presenta profili di potenziale illegittimità che potrebbero tradursi in ricorsi amministrativi e contenziosi. Ha altresì evidenziato le criticità operative legate alla sua applicazione e riscossione, con possibili ricadute sull’efficienza degli uffici comunali e sul rapporto con gli operatori portuali e il comparto crocieristico. Nel suo intervento il viceministro ha quindi richiamato l’attenzione sull’esigenza di soluzioni che non gravino in modo improprio su cittadini ed imprese, sollecitando un riesame degli strumenti fiscali a tutela della competitività del sistema portuale genovese.

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