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Volvo ferma NOVO: sospesi i lavori, 75 esuberi

Il crac Northvolt evidenzia i limiti della filiera europea e la pressione dei produttori cinesi

Volvo Cars ha annunciato la sospensione delle attività presso lo stabilimento di batterie in costruzione e il licenziamento di tutti i 75 addetti impiegati sul sito. La misura segue l’impossibilità di individuare un partner tecnologico esterno per NOVO Energy, la controllata di cui Volvo ha assunto il pieno controllo lo scorso anno dopo che la partecipazione era stata condivisa con Northvolt. Il fallimento di Northvolt, avvenuto a marzo, ha messo in luce le difficoltà strutturali dell’industria europea delle celle: costi elevati, complessità della filiera e la forte competizione dei produttori cinesi. Bruxelles ha provato a rispondere stanziando 1,5 miliardi di Euro in prestiti a tasso zero per sostenere gli investimenti nel settore delle batterie. 

Fondata nel 2021, NOVO Energy era destinata a realizzare una gigafactory che avrebbe rifornito Volvo e Polestar (anch’essa legata al gruppo Geely). Senza un accordo tecnologico per acquisire know‑how e capacità produttiva delle celle, però, il progetto non può procedere. Volvo ha precisato che fino all’individuazione di un nuovo partner le attività di NOVO resteranno bloccate e il personale sarà dunque licenziato. L’azienda ribadisce tuttavia l’obiettivo strategico di produrre batteria in Svezia, nell’area di Göteborg, ma non è in grado di fornire tempistiche né la forma organizzativa con cui ciò potrebbe concretizzarsi.

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