Nonostante i dazi antidumping e compensativi introdotti dall'Ue abbiano frenato le importazioni, le auto elettriche cinesi continuano a detenere una quota rilevante nel mercato europeo. Lo riconosce il commissario europeo al Commercio, Maroš Šefčovič, nella risposta ad un’interrogazione dell’eurodeputato Francisco José Millán Mon (PPE). Secondo la ricostruzione del commissario, l’intervento europeo del 2024 mirava a neutralizzare il vantaggio conferito ai produttori cinesi dalle sovvenzioni statali, senza erigere barriere protezionistiche totali. Al momento dell’imposizione definitiva dei dazi, nell’ottobre 2024, la presenza cinese era cresciuta rapidamente: dai meno del 4% del 2020 si era passati a quota prossima al 23% del mercato Ue, in un contesto in cui il mercato complessivo dei veicoli a batteria si era triplicato rispetto ai primi anni della transizione. A fronte delle misure, Šefčovič registra una riduzione dei volumi importati: un confronto tra i 12 mesi successivi all’introduzione delle misure provvisorie (ottobre 2024‑settembre 2025) ed il periodo precedente (luglio 2023‑giugno 2024) segnala un calo di circa il 15% delle importazioni di BEV dalla Cina.
Tuttavia, i veicoli “made in China” restano competitivi sul piano dei prezzi anche dopo l’applicazione dei dazi, segno che l’offerta rimane attrattiva per i consumatori europei. Il commissario difende l’efficacia degli strumenti adottati: i dazi sono stati calibrati sul livello di sovvenzione accertato e, secondo Šefčovič, hanno già contribuito all’inversione di tendenza nella produzione Ue di veicoli elettrici, che mostra segni di ripresa. Nel frattempo circolano voci su possibili rimozioni delle tariffe in cambio di impegni sui prezzi da parte dei costruttori cinesi; per ora, Bruxelles conferma la volontà di mantenere misure proporzionate e mirate.