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Piombino, Giani esclude proroghe per il rigassificatore

Toscana: due terminal marittimi veicolano ~10 mld m³/anno; porti alternativi possibili

Il presidente della Regione Toscana, Eugenio Giani, ha confermato durante un’intervista a "Radio 24" che l’ordinanza sul rigassificatore di Piombino è valida fino a luglio 2026 e che "finché sarò io presidente non ci saranno proroghe". Infatti ha richiamato il quadro regionale: la Toscana dispone di due punti di rigassificazione — Livorno e Piombino— che insieme veicolano circa 10 miliardi di metri cubi di gas all’anno verso il sistema nazionale. Il governatore ha inoltre osservato che quindici regioni italiane hanno sbocco sul mare, il che apre la possibilità tecnica di collocare unità Fsru o infrastrutture alternative in altri porti costieri. 

Sul caso specifico di Piombino Giani ha ricordato che la banchina, finanziata dalla Regione, era stata realizzata con l’idea —condivisa con l’allora amministrazione precedente— di renderla idonea al demolitore navale dopo l’esperienza Concordia. Poiché la nave è stata poi portata in Liguria per il disassemblaggio, quella struttura è rimasta disponibile per altri impieghi. 

Dopo colloqui con il Governo nazionale —riferisce, citando anche incontri con l’allora presidente del Consiglio Draghi— la Regione ha ritenuto di valutare Piombino come sede possibile per una nave rigassificatrice, soluzione ritenuta la più rapida per mitigare la dipendenza dai flussi via gasdotto. Giani ha sottolineato come, nonostante la presenza del terminal di Livorno a decine di chilometri, la collocazione di Piombino rispondesse ad un interesse strategico nazionale per la sicurezza degli approvvigionamenti. "Ora quel porto ha il suo destino", ha concluso, lasciando intendere che la destinazione finale dell’infrastruttura dipenderà da scelte tecniche e politiche future.

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