Il Governo ha avviato un pacchetto di misure concrete per accelerare la diffusione del bioetanolo e dei biocarburanti, sostenendo sia la domanda —dal comparto agricolo al parco veicolare— sia l'offerta, attraverso finanziamenti per la conversione degli attuali impianti di raffinazione in bioraffinerie.
Nel suo intervento al workshop di Assodistil sul bioetanolo sostenibile, il ministro delle Imprese e Made in Italy (Mimit) Adolfo Urso ha richiamato i progetti già operativi, come quello di Livorno, come evidenza che l'Italia può giocare un ruolo da protagonista nella transizione. Secondo il ministro, le distillerie nazionali hanno competenze distintive per trasformare sottoprodotti della vinificazione e residui agricoli in bioetanolo di qualità. L'obiettivo strategico è che questo biocarburante “made in Italy” trovi sbocchi anche nel settore dei trasporti leggeri, oltre all'industria chimica e farmaceutica, generando valore territoriale e reddito per le filiere agricole locali.
Sostenere il comparto significa integrare agricoltura ed industria in un modello circolare che assicuri sostenibilità ambientale, economica e sociale. Dal punto di vista della mobilità, i biocarburanti proteggono la filiera della componentistica e consentono all'endotermico di progredire verso profili emissivi sempre più contenuti; il bioetanolo, inoltre, è una soluzione matura che si adatta alle infrastrutture logistiche e distributive esistenti senza richiedere modifiche radicali al parco circolante.