Secondo Legambiente è evidente l’elevato rischio legato allo svolgimento di attività di assemblaggio in prossimità dell’impianto di rigassificazione e delle navi metaniere ancorate alla banchina: la possibilità di fughe di gas, spiegano, non può essere esclusa in via assoluta e rende l’area inadatta a operazioni cantieristiche ad alto carico di persone e mezzi. L’associazione indica invece nella cantieristica orientata alle tecnologie per le energie rinnovabili una leva strategica di sviluppo per Taranto: interventi mirati nei cantieri per eolico off-shore, fotovoltaico marino ed infrastrutture elettriche potrebbero generare significative ricadute occupazionali e consolidare il ruolo del porto jonico nella filiera delle energie pulite e dell’economia del mare. Allestire un rigassificatore, sottolineano, comprometterebbe questa traiettoria di cambiamento, ostacolando la possibilità di abbandonare un modello produttivo ancorato ai combustibili fossili. Per Legambiente la città ha invece l’opportunità di aprire un nuovo capitolo basato su decarbonizzazione, innovazione tecnologica, sostenibilità e qualità del lavoro: per queste ragioni il progetto del rigassificatore va respinto.
Legambiente: no al rigassificatore, sì a cantieri per energie pulite
Allarme per la sicurezza in banchina: opportunità di decarbonizzazione e lavoro qualificato
Taranto, TA, Italia
Mobilita.news
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