Le autorità di Panama hanno preso il controllo operativo dei terminal portuali di Balboa (lato Pacifico) e Cristóbal (lato Atlantico), dopo che la corte suprema aveva annullato il contratto di concessione in vigore dal 1997 detenuto dalla Panama Ports Company, società controllata di CK Hutchison con sede a Hong Kong. La sentenza, emessa a gennaio e giudicante il contratto “incostituzionale”, ha portato il governo ad emettere un decreto che trasferisce temporaneamente la gestione delle strutture e degli asset —gru, mezzi di movimentazione, sistemi informatici e software di terminal— in vista di una nuova gara prevista entro 18 mesi.
Per garantire la continuità operativa e minimizzare impatti sulle catene logistiche globali, l’esercizio quotidiano dei terminal è stato affidato in via provvisoria ad operatori portuali di primo piano: AP Møller‑Maersk (attraverso APM Terminals) assumerà la gestione del porto di Balboa, mentre Terminal Investment (gruppo Msc) opererà su quello di Cristóbal. L’accordo transitorio punta a mantenere livelli di produttività e riferimento per navi portacontainer che transitano attraverso il Canale di Panama. CK Hutchison ha definito il decreto “illegale” e ha annunciato che proseguirà con ricorsi e consulenze legali per contestare la decisione giudiziaria. Sul terreno, l’attenzione dei lavoratori portuali e degli spedizionieri resta focalizzata sulla stabilità delle operazioni e sul coordinamento tecnico per il passaggio dei sistemi e delle procedure operative.