Il primato di BYD nel comparto EV cinese sta perdendo margine: le vendite combinate di gennaio e febbraio 2026 sono scese del 36% (tenendo conto del normale rallentamento dovuto alle due settimane del Capodanno).
Contemporaneamente, molti concorrenti nazionali hanno mostrato segnali di ripresa o crescita.
Dettagli chiave: Leapmotor ha immatricolato 60.126 unità nei primi due mesi, +19% annuo; Xiaomi ha superato le 59.000 vetture, con un balzo del 48% anno su anno. Stime raccolte da "Cnbc" indicano che Nio e Zeekr hanno aumentato le loro consegne rispettivamente del 77% e di circa l’84% su base annua. Al contrario, Xpeng ha registrato il peggior calo (-42%), con 35.267 consegne totali nel bimestre. Anche Li Auto è in flessione, -3,9% a/a a 54.089 veicoli. Il fenomeno non si limita alla sola stagionalità: BYD, pur rimasto riferimento mondiale della produzione di veicoli elettrici, vede erodersi il suo vantaggio competitivo. Secondo Leon Cheng della consulenza YCP, il vantaggio è reale ma sta restringendosi; una inversione completa nel breve periodo è improbabile. Nell’arco 2024-25 BYD deteneva fra il 26% e il 34% del mercato NEV cinese, ma marchi come Geely e Leapmotor si sono concentrati sulla fascia media, sottraendo quota di mercato al colosso. La strategia difensiva di BYD punta sui mercati esteri: le esportazioni hanno superato per la prima volta le vendite domestiche a febbraio, e nel 2025 le vendite oltreconfine hanno superato 1 milione di unità, creando un cuscinetto che i produttori concentrati solo sul mercato interno faticano a replicare. Il quadro segnala una maturazione del mercato EV cinese, con maggiore segmentazione dell’offerta e una competizione che si gioca su gamma prodotto, prezzo, capacità produttiva e forza della filiera export.