Il recente aumento dei carburanti ha riacceso una situazione già critica per l'autotrasporto in Sardegna, costringendo Confartigianato a sollecitare interventi urgenti verso il Governo ed il ministero delle Infrastrutture.
Negli ultimi trenta giorni il prezzo del gasolio per autotrazione è salito del 18,9%, vanificando in poche settimane l'effetto del recente taglio delle accise; ancor più rilevanti gli scostamenti registrati per i combustibili marini (+49%) e per il cherosene aviation (+127%), con potenziali impatti a catena sul trasporto marittimo ed aereo.
L'Isola si regge su una logistica fortemente sbilanciata sulla strada: circa l'80% delle merci viaggia su gomma. A pagarne il prezzo sono oltre 1500 micro e piccole imprese artigiane del trasporto merci e più di 4000 addetti, che vedono erodersi margini già esigui e rischiano difficoltà di continuità operativa.
Confartigianato Trasporti Sardegna ha aderito alla piattaforma Unatras e ha formalizzato una richiesta di misure straordinarie indirizzata alle istituzioni: attivazione immediata del credito d'imposta legato al rimborso dell'accisa, stanziamenti volti a compensare le perdite effettive, sospensione e dilazione dei versamenti contributivi e fiscali per preservare liquidità, e interventi a garanzia contro comportamenti degli operatori che comprimono i costi di sicurezza a danno degli autotrasportatori. L'appello è chiaro: non si reclamano risorse permanenti, ma strumenti emergenziali e temporanei che consentano alle imprese di recuperare liquidità e fronteggiare l'impennata dei costi del carburante, preservando la regolare erogazione dei servizi logistici nell'Isola.