L'impegno congiunto ha permesso di elevare sanzioni amministrative pecuniarie per circa 50.000 Euro
I finanzieri del Comando provinciale di Modena, seguendo le linee-guida fissate dal Comando generale della Guardia di Finanza, ed il personale dell’Agenzia delle dogane e dei monopoli hanno rafforzato l’azione di controllo a garanzia dell’intera filiera distributiva dei prodotti energetici.
Una misura resa necessaria dall’andamento del mercato nazionale dei carburanti, che sta registrando marcate oscillazioni dei prezzi al consumo con potenziali ripercussioni sul potere di acquisto delle famiglie, non escludendo il ricorso a canali illeciti di approvvigionamento.
I controlli si sono concentrati sia sulla corretta erogazione dei prodotti energetici presso le stazioni di servizio sia sulla trasparenza dei prezzi dei carburanti praticati al consumo, su tutta la provincia di Modena, con particolare riferimento alle rotabili più trafficate.
Il personale dell’Uadm Emilia 4, sede di Modena, e del Laboratorio di Bologna, con il Gruppo di Modena, a seguito di un accesso congiunto presso un impianto di distribuzione carburanti a uso pubblico, finalizzato alla verifica della corretta applicazione delle disposizioni in materia di deposito e distribuzione di prodotti energetici assoggettati ad accise, ha effettuato, altresì, controlli di natura tecnica sulla qualità del gasolio per autotrazione erogato alla clientela.
L’esito delle analisi sui campioni prelevati ha consentito di accertare come il carburante fosse non conforme agli standard qualitativi previsti relativamente al punto di infiammabilità (inferiore al limite previsto) e al contenuto dello zolfo (superiore rispetto a quello stabilito dalle norme unionali e nazionali).
La commercializzazione di carburante con un basso punto di infiammabilità può comportare un alto rischio di incendio durante la movimentazione, a causa della maggiore volatilità del prodotto che rilascia facilmente vapori infiammabili, oltre a pregiudicare il funzionamento e la durata dei motori, dovuta a una combustione irregolare che ne determina un’usura più consistente.
In aggiunta, il contenuto di zolfo più alto del limite normativamente previsto può portare a conseguenze dal punto di vista ambientale, come maggiori emissioni inquinanti e un peggioramento della qualità dell’aria, oltre a determinare una maggiore formazione di depositi nelle parti interne dei motori diesel e un danneggiamento dei sistemi di post-trattamento delle emissioni.
All’esito del controllo, gli operanti hanno inviato alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Modena una comunicazione di notizia di reato nei confronti dei due soci amministratori della società per il delitto di frode nell’esercizio del commercio. A tal riguardo, si rammenta che gli stessi sono da ritenersi presunti innocenti fino a sentenza irrevocabile di condanna.
Nel corso di ulteriori ispezioni sono state individuate situazioni di irregolarità amministrativa nei confronti di altri 4 distributori stradali per l’omessa comunicazione dei prezzi praticati per ogni tipologia di prodotto energetico: gli impianti di distribuzione di carburante, ai sensi dell’articolo 51 della Legge 99/2009, attraverso il portale “Osservaprezzi carburanti” del Mimit (ministero delle Imprese e del Made in Italy), hanno l’obbligo di effettuare le prescritte comunicazioni con cadenza almeno settimanale, ciò al fine di poter monitorare i prezzi praticati.
Dalle verifiche è emerso che i gestori, complessivamente, avevano omesso 12 volte di comunicare, tramite il citato portale, le variazioni dei prezzi applicati per la vendita del carburante al pubblico, tenendo in tal modo un comportamento opaco, con la finalità di avere un vantaggio competitivo sugli altri distributori locali.
Lo sforzo congiunto dell’Agenzia delle dogane e dei monopoli e della Guardia di Finanza ha permesso così di elevare sanzioni amministrative pecuniarie per circa 50.000 Euro.