Le interruzioni lungo snodi critici —dallo Stretto di Hormuz alle tensioni in Ucraina e Medio Oriente, passando per l’impennata dei costi del cargo aereo— hanno reso evidente che il flusso delle merci non può più essere dato per assodato. In questo contesto la logistica si afferma come elemento chiave di resilienza sistemica: non più soltanto attività operativa, ma capacità strategica di assorbire shock, riallocare rotte ed assicurare continuità produttiva e commerciale.
I numeri confermano il ruolo centrale del comparto nell’economia nazionale: la logistica pesa circa il 9% del Pil italiano e la contract logistics, secondo l’Osservatorio “Gino Marchet” del Politecnico di Milano, ha raggiunto nel 2025 un valore di 112,4 miliardi di Euro. Questo trend testimonia la trasformazione della logistica in una vera e propria infrastruttura competitiva, chiamata a riprogettare modelli operativi, digitalizzare processi ed ampliare capacità di ridondanza e visibilità end-to-end.
La Lombardia è il fulcro logistico del Paese: concentra il 22% del valore aggiunto del settore, il 18% delle imprese attive ed impiega oltre 261.000 addetti. L’area metropolitana di Milano rappresenta la spina dorsale di questo ecosistema, ospitando oltre la metà delle attività regionali e sviluppando forti sinergie con i principali distretti manifatturieri. La sfida per operatori ed istituzioni è rendere questi sistemi ancora più adattivi, interoperabili e sostenibili, affinché la logistica continui a garantire la competitività internazionale del tessuto produttivo italiano.