Il taglio delle accise sui carburanti non sarà coperto, almeno per ora, da un unico provvedimento di durata piena, ma da un intervento articolato in due passaggi. La conferma è arrivata da fonti di Palazzo Chigi, dopo che la questione dello "spezzatino" era emersa sulle agenzie di stampa e riportata da "Repubblica" in seguito alla pubblicazione in Gazzetta ufficiale del decreto approvato giovedì dal consiglio dei ministri.
Il punto di partenza, però, era apparso diverso. Nel testo diffuso la sera dalla presidenza del Consiglio si leggeva soltanto che veniva disposta "una riduzione temporanea delle aliquote di accisa per ulteriori 21 giorni rispetto ai provvedimenti già adottati", senza alcun riferimento ad una scansione interna dell’intervento. Anche Giorgia Meloni, al termine del cdm, aveva annunciato la seconda proroga del taglio introdotto a marzo in risposta all’escalation dei prezzi dell’energia causata dalla guerra in Iran, ma senza accennare a una divisione in tranche.
A cambiare il quadro è stato il decreto pubblicato in Gazzetta ufficiale. Nel testo si legge infatti che le aliquote delle accise su benzina, diesel ed altri carburanti sono rideterminate "dal 2 maggio 2026 e fino al 10 maggio 2026". Il periodo coperto, dunque, è di nove giorni, non di ventuno. Solo in un secondo momento è arrivata la precisazione politica ed amministrativa dell’Esecutivo.
Le fonti di Palazzo Chigi hanno spiegato che la proroga del taglio delle accise, prevista per tre settimane, ha validità fino al 22 maggio e sarà realizzata con due provvedimenti distinti. Al decreto già in vigore ne seguirà un altro, di natura ministeriale, che estenderà la riduzione fino a coprire complessivamente 21 giorni, in linea con quanto indicato nella relazione illustrativa al decreto legge. La scelta è stata ricondotta a ragioni procedurali.
Nel dettaglio, il nodo riguarda la necessità di quantificare entro dieci giorni la disponibilità di risorse provenienti dall’extragettito Iva sui carburanti, vale a dire le entrate straordinarie generate dall’aumento dei prezzi alla pompa. Quelle somme serviranno a finanziare la seconda fase dell’intervento, quella che scatterà l’11 maggio. Al 30 aprile, data in cui il cdm ha varato il provvedimento, l’ammontare complessivo non era ancora determinabile perché l’extragettito in questione riguarda l’intero mese precedente.
Ne consegue che, al momento dell’approvazione, le risorse disponibili non consentivano di garantire subito un rinnovo pieno del taglio per tre settimane. Per questo il meccanismo è stato spezzato in due tempi, soluzione che riflette anche la difficoltà dell’esecutivo nel reperire i fondi necessari per contenere i rincari legati al conflitto in Medio Oriente.
Sulla prima tranche, quella valida fino al 10 maggio, le coperture indicate sulla carta ammontano a circa 150 milioni. Si tratta in parte degli incassi delle sanzioni comminate dall’Antitrust, che per legge devono essere destinate ad iniziative a vantaggio dei consumatori ma che il Governo ha deciso di impiegare per la riduzione delle accise. A completare la copertura concorre anche una riduzione del Fondo per gli interventi strutturali di politica economica.
Per la parte successiva, dall'11 al 22 maggio, l’Esecutivo guarda appunto all’extragettito Iva. Le stime, ancora non definitive, che filtrano da ambienti di Governo parlano di circa 200 milioni. In attesa della quantificazione esatta, resta un altro elemento che pesa sull’operazione: l’entità del beneficio al distributore.
Per il gasolio non cambia nulla rispetto alla fase precedente: la riduzione resta di 20 centesimi al litro, con un risparmio finale alla pompa di 24,4 centesimi, tenendo conto anche della contestuale diminuzione dell’Iva. Diverso il quadro per la benzina, il cui taglio è stato portato a 5 centesimi.
Il primo giorno con lo sconto ridotto ha già prodotto effetti sui listini. I consumatori hanno pagato di più la verde rispetto ai giorni precedenti: il prezzo medio è salito da 1,754 a 1,817 Euro in un solo giorno. Il gasolio, nonostante lo sconto pieno, resta comunque sopra la soglia psicologica dei 2 Euro al litro.