Fincantieri ha chiuso il primo trimestre del 2026 con risultati che, secondo il gruppo, confermano la solidità del percorso di crescita ed un profilo industriale sempre più esteso nel tempo. A spiccare è soprattutto il livello del portafoglio ordini, salito a 74,2 miliardi di Euro, il valore più alto mai registrato, con una visibilità sulle consegne che arriva fino al 2039 e che si riflette sull’intera filiera oltre che sui cantieri del gruppo.
Il commento è arrivato da Pierroberto Folgiero, amministratore delegato e direttore generale di Fincantieri, che ha collegato il dato commerciale ad un quadro operativo più ampio. "Il primo trimestre del 2026 conferma la coerenza e la forza del percorso di crescita del Gruppo. La performance commerciale segna un nuovo traguardo, con un carico di lavoro più alto di sempre, pari a 74,2 miliardi di euro, che garantisce una visibilità sulle consegne ulteriormente estesa fino al 2039, con prospettive operative estremamente profonde e strutturali non solo per i cantieri del Gruppo, ma per l'intera filiera", ha dichiarato.
Nel periodo, ha aggiunto, la redditività ha mostrato un progresso rilevante, con margini in aumento in tutti i segmenti operativi. Un’evoluzione che, nelle sue parole, sostiene la generazione di cassa e produce un miglioramento sensibile della posizione finanziaria. "Nel periodo si registra inoltre un significativo miglioramento della redditività, con una crescita dei margini in tutti i segmenti operativi, che sostiene la generazione di cassa e si riflette in un sensibile miglioramento della posizione finanziaria", ha osservato.
Alla luce di questi elementi, il management ha rivisto al rialzo la guidance per il 2026, rafforzando le attese di sviluppo economico e finanziario. Sul fronte industriale, il gruppo segnala 94 navi in portafoglio e 5 unità consegnate da 5 stabilimenti nel trimestre. Inoltre, nei primi mesi dell’anno sono stati sottoscritti contratti per un valore già superiore all’intero target 2026 di 11 miliardi di Euro, un risultato che conferma il momentum commerciale.
Guardando ai prossimi anni, l'ad ha dichiarato che Fincantieri affronta il futuro con fiducia, forte di un portafoglio ordini senza precedenti e di una visibilità operativa di lungo periodo. Questo quadro, ha sottolineato, è coerente con il piano industriale 2026-2030 e consolida il ruolo del gruppo come piattaforma industriale di riferimento nella navalmeccanica ad alta complessità e nelle tecnologie del mare. "Dunque Folgiero guarda al futuro con fiducia, forti di un portafoglio ordini senza precedenti e di una visibilità operativa estesa nel lungo periodo che, in coerenza con il piano industriale 2026-2030, rafforza il ruolo di Fincantieri come piattaforma industriale di riferimento nei settori della navalmeccanica ad alta complessità e nelle tecnologie del mare".
Nel bilancio di Fincantieri emerge un dato che racconta la solidità del gruppo, ma anche le tensioni di un settore ad alta complessità operativa: il fatturato. Se da un lato i ricavi confermano la capacità industriale dell’azienda di mantenere un ruolo di primo piano nella cantieristica, dall’altro non possono essere letti soltanto come segnale positivo, perché si inseriscono in una realtà produttiva in cui il costo umano del lavoro resta un tema centrale e doloroso.
È proprio su questo terreno che pesa la memoria degli incidenti mortali che hanno coinvolto dipendenti di Fincantieri. In un comparto dove la gestione della sicurezza è un indicatore decisivo quanto gli ordini acquisiti o la marginalità, ogni risultato economico va osservato anche alla luce dei rischi che accompagnano le attività in cantiere e nelle lavorazioni più esposte. Il fatturato, quindi, non racconta solo l’espansione industriale o la tenuta commerciale: impone anche una lettura critica delle condizioni in cui quel risultato viene prodotto.
In questa prospettiva, il dato economico assume un significato più ampio e meno celebrativo. La performance industriale resta importante, ma non può oscurare gli episodi più gravi che hanno colpito i lavoratori dell’azienda e che continuano a rappresentare un monito severo per l’intero settore.