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Casu e Misiani attaccano la gestione Trenitalia sui disservizi

Contestano la comunicazione dell'azienda dopo oltre 11 mila minuti di ritardo

Andrea Casu, deputato del Partito democratico e vicepresidente della commissione Trasporti della Camera, insieme ad Antonio Misiani, responsabile economia, finanza, infrastrutture e trasporti della segreteria nazionale dem, ha chiesto conto a Trenitalia di una gestione definita inadeguata, dopo una giornata in cui sulla rete ferroviaria italiana sono stati registrati oltre 11 mila minuti di ritardo.

La loro critica si è concentrata non solo sui numeri record dei disservizi, ma anche sul quadro informativo giudicato caotico e sulla mancanza di soluzioni alternative per i passeggeri, penalizzati dai continui guasti. Nel mirino è finito anche il responsabile comunicazione di Trenitalia, accusato di aver spostato l’attenzione su magistrati e Polfer invece di rispondere delle responsabilità legate ai problemi della rete.

Solo nella giornata di ieri abbiamo contato oltre 11 mila minuti di ritardo sulla rete ferroviaria italiana ed oggi apprendiamo dalle agenzie che invece di rispondere delle dirette responsabilità in questi numeri record, del totale caos informativo e dell'assenza di soluzioni alternative offerte ai passeggeri a seguito dei continui guasti e disservizi, il responsabile comunicazione di Trenitalia ha attaccato il lavoro di magistrati e Polfer, attribuendo le difficoltà che vivono passeggeri e lavoratori 'spesso a cause esogene' legate al loro lavoro a al numero crescente di suicidi. È questo il livello dei dirigenti che Salvini e la Lega hanno messo alla guida delle ferrovie italiane?”, si legge nella nota diffusa dai due esponenti dem.

Nello stesso testo, Casu e Misiani parlano di “cinico scaricabarile da parte di Trenitalia che se la prende addirittura con i morti”. E aggiungono che le parole dell’ex-social media manager di Salvini, oggi a capo della comunicazione di Trenitalia, “non meritano commento e, se confermate, in un Paese civile dovrebbero portare a immediate dimissioni, per rispetto della memoria delle donne e degli uomini che hanno perso la vita sulla rete ferroviaria e delle loro famiglie, insieme a quello del lavoro di magistrati ed agenti”.

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