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Umbria, infrastrutture e servizi per il turismo lento

Mobilità dolce, accessibilità e servizi: la sfida per valorizzare il territorio regionale

A Palazzo Graziani il dibattito sul futuro del turismo umbro ha preso le mosse da un punto volutamente spigoloso: per far decollare turismo lento e cicloturismo, ha sostenuto Luca Ferrucci, amministratore unico di Sviluppumbria, "bisogna garantire la rapida raggiungibilità della regione". Nell’aprire il convegno promosso dalla Regione Umbria a Perugia, l'au ha richiamato la persistente condizione di marginalità sul fronte dei collegamenti autostradali e ferroviari, indicando come strada per superarla la realizzazione di infrastrutture capaci di consentire un accesso veloce all’Umbria, così da poi vivere con tempi lenti l’esperienza del territorio.

Lo stesso Ferrucci ha evidenziato che sull’aeroporto, affidato da poche settimane ad un nuovo cda, il governo regionale dispone dell’unico vero margine di intervento diretto. Ha inoltre sottolineato il ruolo decisivo del triangolo "istituzioni/associazioni/imprese", definito un passaggio imprescindibile per la crescita del turismo di qualità. Nel suo ragionamento, il cicloturismo non coincide con il semplice noleggio di una bicicletta, ma comprende un sistema più ampio di servizi, competenze ed organizzazione.

Dal fronte comunale, Fabrizio Croce, assessore al Turismo del Comune di Perugia, ha richiamato gli interventi già avviati per adeguare la rete delle ciclovie e la necessità di investire sulla formazione, con l’obiettivo di costruire una "accoglienza consapevole". Inoltre ha ricordato anche un dato geografico rilevante: soltanto il 6 per cento del territorio regionale presenta una superficie pianeggiante.

Nel confronto tra istituzioni ed operatori è emersa anche la dimensione economica della bikeconomy e della mobilità dolce, un comparto che conta decine di milioni di presenze ogni anno e che in Italia vale diversi miliardi di Euro. È stato tracciato anche l’identikit del cicloturista: un viaggiatore in prevalenza tra i 30 ed i 45 anni, con buona capacità di spesa ed un’attenzione marcata per natura, benessere ed enogastronomia tipica. L’Umbria, è stato osservato, intercetta questo profilo, come mostrano i risultati di percorsi simbolo quali la ciclovia Assisi-Spoleto-Norcia e gli itinerari che mettono in relazione laghi, colline e piccole città d’arte, frequentati perlopiù da ospiti occupati e con un buon livello di istruzione.

Simona Meloni, assessore regionale al Turismo, ha ribadito che "Il turismo lento rappresenta oggi una delle traiettorie più importanti per il futuro dell'Umbria". Ha quindi richiamato le qualità distintive della regione — paesaggi autentici, borghi, natura, cultura, produzioni identitarie ed una rete di percorsi — considerate leve per rendere l’Umbria sempre più attrattiva per un turismo sostenibile e di qualità. Ma, ha aggiunto, la semplice promozione non è più sufficiente: servono investimenti sulla crescita degli operatori, sulla formazione, sulla costruzione di reti e su una visione condivisa capace di generare economia ed opportunità, soprattutto nelle aree interne.

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