Il colosso svizzero MSC si prepara a una svolta strategica per la logistica del Nord Italia, puntando a fare il suo ingresso trionfale nell'azionario dell'Interporto di Bologna durante l'assemblea dei soci convocata per il prossimo 22 luglio. L'indiscrezione, emersa a metà luglio 2026, rivela che il presidente dell'infrastruttura emiliana, Stefano Caliandro, riceverà il mandato formale per collocare le quote rimaste scoperte dall'ultimo aumento di capitale da 8 milioni di euro. Con gli enti pubblici che hanno coperto solo una minima parte della ricapitalizzazione, sul tavolo restano circa 6 milioni di euro che il gruppo guidato dalla famiglia Aponte è pronto a rilevare interamente per assicurarsi una quota iniziale del 17%.
L’operazione non si fermerebbe qui, poiché le mire della multinazionale puntano a rilevare anche le partecipazioni del Comune di Bologna e di Intesa Sanpaolo, spingendo la quota complessiva di MSC fino al 70%. Al centro di questo forte interesse c'è il maestoso piano di potenziamento intermodale dello scalo bolognese, che vedrà nascere entro il 2032 un nuovo terminal ferroviario all'avanguardia con cinque binari da 750 metri, in grado di movimentare 250 mila teu all'anno.
Per MSC si tratta di una mossa di rilievo globale che segue il contestato tentativo di espansione nell'Interporto di Padova tramite la controllata Medlog. In quel caso, la gara era stata vinta dalla cordata concorrente PSA-Logtainer, scatenando un ricorso al Tar del Veneto ancora pendente. Con l'opzione Bologna, il gruppo marittimo consolida la sua strategia di integrazione verticale terra-mare, trasformando il nodo emiliano in un hub nevralgico per i flussi merci europei.