Atlantia, titolo in primo piano a Piazza Affari dopo le dimissioni di Sabrina Benetton

Cdp avrebbe chiesto una proroga mentre il management apprezza l'offerta di Acs di Florentino Perez

Urbeaero Urbeaero

Questo lunedì 15 marzo si sta rivelando un inizio di settimana al fulmicotone per Atlantia. Il titolo in Borsa è al centro dell'attenzione e continua a navigare in territorio leggermente positivo dopo i risultati del 2020 divulgati giovedì scorso e le ultime novità sulle sorti dell'azienda. Secondo Il Sole 24 Ore, Cassa depositi e prestiti avrebbe chiesto di prorogare le negoziazioni fino al 27 marzo, una proroga vista come positiva da parecchi analisti. Per il ceo di Atlantia Carlo Bertazzo i nodi della trattativa sono il prezzo, le garanzie, le condizioni generali del bid. Ma mentre Bertazzo pare abbia apprezzato l’interessamento di Acs di Florentino Perez per Aspi, nel frattempo, Sabrina Benetton, consigliera in quota ad Edizione Holding, si è dimessa dal cda di Atlantia. Andiamo con ordine, partendo proprio da quest'ultimo fatto.

La decisione, dicono i bene informati, era meditata da tempo ma, prima di dire addio e comunicare la cosa urbi et orbi, Sabrina Benetton, figlia di Gilberto Benetton e figura di peso della seconda generazione della famiglia delle autostrade italiane, ha voluto aspettare il via libera ai conti di Atlantia. Dietro l’addio di Sabrina, pare ci sia il peso, diventato insostenibile, per la vicenda del crollo del ponte Morandi e la gestione del dossier Aspi: lei spinge per un accordo, mentre i vertici della società, in primis il presidente Fabio Cerchiai e l’ad Carlo Bertazzo sono decisi ad alzare la posta in gioco con Cdp.

Rientra in questa strategia, forse, il gradimento espresso da Bertazzo per l'offerta di Acs, come riporta un articolo de Il Messaggero. "Non abbiamo alcun problema a trattare con gli amici della società spagnola Acs" su Autostrade per l'Italia, ha detto l'ad sparigliando le carte sul tavolo. Dopo otto mesi di negoziato stop and go con Cdp e i suoi alleati (Blackstone e Macquarie), Bertazzo apre alla manifestazione d'interesse del 26 febbraio fatta dal patron del gruppo di Madrid specializzato nell'ingegneria per le costruzioni civili, socio di Atlantia in Abertis, pronto a investire una quota della liquidità derivante dalla vendita di asset al colosso francese Vinci proprio in Aspi.

La mossa a sorpresa Bertazzo arriva nel giorno in cui Cdp Equity ha scritto ad Atlantia chiedendo di prorogare l'offerta vincolante del 24 febbraio di 9,1 miliardi con l'onere di 1,5 miliardi di garanzie dal 16 al 27 marzo: proroga che sarà il cda del 16 della holding veneta ad esaminare. Se il dialogo fra Bertazzo e Perez dovesse decollare, scrive il Messaggero, la strada maestra per l'ingresso del presidente del Real Madrid nella concessionaria autostradale passerebbe dalla seconda gamba del cosiddetto dual track, e cioè l'acquisto di una quota del 55% del nuovo veicolo societario Acc, Autostrade concessioni e costruzioni.

Lo stesso Bertazzo, pur confermando la volontà di Atlantia di proseguire nelle trattative con Cdp, ha elencato i tre fronti aperti sui quali tra le parti si registra una distanza siderale: il valore di Aspi (le valutazioni degli advisor di Atlantia oscillano tra 10,5 e 12 miliardi), le indemnities (700 milioni di garanzie per i danni indiretti del Ponte di Genova e 810 milioni per una vecchia causa già vinta da Aspi in primo grado) e, in generale, l'intero impianto contrattuale.

La proposta del consorzio Cdp di avvalersi di una quinta proroga dimostra che di fronte al no di Atlantia sul prezzo, Cdp è disposta a un ritocco. Avendo più tempo a disposizione si vedrà anche se dalle banche di Atlantia (Goldman Sachs, Mediobanca, JpMorgan, Bofa Merrill Lynch) trapela che nelle prossime ore verrà avviata la trattativa con Bbva e Santander, advisor e creditori di Acs. E, se si dovesse pervenire a un'offerta soddisfacente, la holding metterebbe con le spalle al muro il consorzio Cdp che se non fosse disponibile a un rialzo congruo, si spianerebbe la strada alla partnership italo-iberica su Aspi.

A suscitare interesse nei mercati è stata anche la strategia di sviluppo di Atlantia sul fronte aeroportuale. Secondo Il Messaggero, Il team di Bertazzo punta a sfruttare la necessità di consolidamento dei principali scali europei colpiti duramente dalla pandemia, contando sul fatto che il traffico aeroportuale, soprattutto delle mete leisure, tornerà ai livelli pre-covid solo nel 2023-2024. Tutta ancora da sviluppare, ma di grande potenziale, è la nuova linea di business dedicata alle forme di mobilità integrata, che Atlantia ha dimostrato di voler intraprendere entrando a sorpresa nel capitale della start up tedesca Volocopter insieme a BlackRock.