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directions_cartraindirections_boatflightPiù auto, meno bus. La mobilità del futuro in era Covid

La ricerca di Musso & Graziano evidenzia criticità e prospettive del trasporto per chi si sposta quotidianamente

Tre genitori su dieci sono preoccupati di mandare i figli a scuola sui trasporti scolastici. L’83% degli utenti si lamenta per la carenza di un sistema garantito e certificato per quanto concerne la sicurezza sanitaria. I mezzi in sharing registrano un maggiore utilizzo nella fase post covid. Sono questi tre della lunga serie di risultati evidenziati dalla ricerca "Il futuro degli spostamenti, sicurezza e sanificazione", curata (con dati ricavati tra i mesi di luglio e settembre 2020) da Mussa & Graziano, azienda italiana specializzata nell’allestimento di veicoli speciali. Obiettivo dell'indagine è analizzare l’utilizzo dei diversi tipi di trasporto prima e durante la fase due dell’emergenza, individuando le nuove propensioni di utilizzo dei servizi e dei mezzi di trasporto, per quanto concerne le persone che usano tali mezzi quotidianamente, soprattutto per recarsi al lavoro.

Per il futuro, dice il report, "si registra un calo della domanda di mobilità rispetto ai dati pre-covid", più o meno su tutti i mezzi di viaggio, sia pubblico che privato. Scarsa fiducia nel trasporto pubblico e crescita dello smart working le cause principali. Conquista favori, al contrario, l’uso dell’auto personale: il 97% degli italiani lo ritiene attualmente il mezzo di trasporto più sicuro. Non a caso la frequenza sui mezzi di trasporto pubblico locale è crollata del 41%, con il trasporto collettivo che viene considerato poco o per niente sicuro dal 58% degli utenti.

Il 74% degli utenti si schiera per l'aereo, il 73%  per il trasporto ferroviario. Tra i mezzi individuali spicca il successo della bicicletta (59% molto sicuro, 24% abbastanza sicuro) e della moto (44% molto sicuro, 20% abbastanza sicuro). La bici addirittura passa da un +8% di gradimento nella fase pre covid a un +14% nel post covid, soprattutto se si parla di utilizzo a carattere giornaliero. Crescono, anche se di poco, i mezzi in sharing mentre per il trasporto pubblico locale usato ogni giorno, si registra un leggero incremento (+6%/+8%).

Secondo la ricerca, più del 26% degli intervistati dichiara indispensabile un protocollo di sanificazione: al primo posto sugli autobus per il trasporto pubblico locale (77%), poi su scuolabus e automezzi dedicati al trasporto scolastico (73%), infine su autobus di lunghe percorrenze per eventi e turismo (30%). Nel 63,3% dei casi gli utenti dichiarano di preferire ambienti sanificati costantemente con la fotocatalisi: soltanto un 15% di schiera per la soluzione a ozono, che oggi non offre garanzie di continuità nel tempo oltre alle possibili controindicazioni per la salute, mentre un 48% di utenti ritiene sufficiente la pulizia accurata quotidiana del mezzo, prima e dopo la presenza dei passeggeri, soluzione che però si sta rivelando non funzionale per i trasporti pubblici, visto che la salita e la discesa dei viaggiatori varia costantemente e i costi di una sanificazione sarebbero eccessivi per i fornitori.

Per il futuro i mobility manager prevedono un leggero incremento delle navette aziendali (+21%), una maggiore ripresa degli autobus per il trasferimento di ospiti per meeting ed eventi (+40%) e un incremento per l’utilizzo delle trasferte di lavoro (+25%). I dati, comunque, fanno presupporre che le aziende, in mancanza di regole e protocolli garantiti, non si fidano di far condividere i mezzi di trasporto come gli autobus ai propri dipendenti. Questo per due motivi: la non completa conoscenza di sistemi di sanificazione sicura e l’eccessivo scrupolo nel dovere di diligenza da parte dei datori di lavoro, dovuto anche alla carenza di un sistema di comunicazione, di regole e procedure chiare.