Come sta cambiando l'alta velocità grazie al Gruppo Fs

Nuovi collegamenti, rispetto ambientale e turismo tra le priorità

Ferrovie dello Stato ItalianeFerrovie dello Stato Italiane

L’alta velocità è in cima ai pensieri del Gruppo Ferrovie dello Stato. Non sono soltanto le grandi città come Napoli, Roma e Milano a caratterizzare i progetti sui collegamenti ferroviari, Fs vuole puntare su mete turistiche e località di grande attrattiva culturale o economica. In questa maniera si cercherà di rilanciare il settore nel corso della prossima estate, provando a "dimenticare" l’emergenza sanitaria e la crisi da essa innescata. L’alta velocità italiana può rappresentare l’ambito giusto per superare le conseguenze della pandemia, sostenendo l’economia dei territori e consentendo alle persone di viaggiare in modo sicuro e sostenibile. Tra l’altro, il Gruppo Fs, tramite Trenitalia, è stata la prima impresa del comparto ferroviario a ottenere la Biosafety Trust Certification, certificazione che riconosce le migliori pratiche in relazione al controllo delle infezioni ed alla diffusione del covid-19. I treni “covid-free” viaggeranno in estate e aiuteranno a raggiungere in totale sicurezza destinazioni importanti come Firenze, Venezia e Napoli, ma non solo.

La parola d’ordine dell’alta velocità del nostro Paese sarà “accessibilità diffusa”, un modello a dir poco flessibile ed in grado di intuire le principali esigenze della clientela. Negli scorsi mesi sono stati attivati collegamenti con le Frecce da e per le località della costa tirrenica e della Liguria, senza dimenticare quelli tra Lecce e Firenze (senza cambi intermedi) oppure ancora i Frecciarossa Torino-Reggio Calabria. Gli esempi concreti di risposte ai cambiamenti sono tantissimi e vanno ad irrobustire un bilancio decennale già di per sé positivo. Nei primi due lustri, infatti, l’alta velocità italiana ha registrato 350 milioni di passeggeri, 380 milioni di chilometri percorsi e più di 80 città collegate tra loro, a dimostrazione del fatto che è stata rivoluzionata la vita di tantissimi passeggeri. Si terrà d’occhio, comunque, anche il traffico merci con lo sviluppo di 4 grandi corridoi che integreranno ancora di più l’Italia con il continente europeo e permettendo di trasformare la Nazione in un crocevia di scambio con l’Europa sud-occidentale e l’Est Europa, a tutto vantaggio dell’economia nazionale.