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directions_carMezzi di trasporto e auto zavorrano l'export del Piemonte

Il comparto meccani crolla del 21,7% nei primi sei mesi del 2020

Sei mesi da dimenticare. Con queste parole Gian Paolo Coscia, presidente Unioncamere Piemonte commenta i dati negativi del primo semestre 2020, chiuso con un a valore delle esportazioni piemontesi attestato a 18,7 miliardi di euro, in flessione del 21,2% rispetto all'analogo periodo del 2019, peggio rispetto al dato nazionale (-15,3%). Tutta colpa dell’emergenza Covid-19 che ha avuto pesanti conseguenze anche sulle vendite all'estero: se, infatti, nel primo trimestre la flessione è stata contenuta in un -5,8%, gli effetti della pandemia si sono manifestati con ancora maggior evidenza nel secondo trimestre, con l'export crollato del 35,7%.

A zavorrare l'export regionale del Piemonte è stato soprattutto il comparto meccanico, primo nell'export regionale (da solo crea circa un quarto delle vendite all'estero) crollato del 21,7% nei primi sei mesi. Il dato peggiore appartiene ancora una volta ai mezzi di trasporto, le cui vendite oltre confine hanno subito una contrazione del 35,6%. Questo comparto, che genera circa il 16,4% delle esportazioni regionali, aveva registrato una battuta d’arresto già nel primo semestre 2019 (-15,1%). In particolare le flessioni più consistenti hanno riguardato l’export di autoveicoli (-43,7%), di prodotti della componentistica autoveicolare (-32,8%), le vendite oltre confine del comparto nautico (-75,0%) e dell’aerospazio (-23,7%). Unico settore a salvarsi, quello agroalimentare che ha messo a segno ancora una crescita (+1,9%).

A livello territoriale si evidenziano risultati negativi per tutte le realtà provinciali. La flessione più contenuta, sebbene a doppia cifra, è stata registrata dal Verbano Cusio Ossola (-10,9%). La Provincia Granda ha segnato una diminuzione del 13,9% delle vendite oltre confine, seguita da Novara con un -15,4%. Con una flessione meno intensa rispetto alla media regionale troviamo ancora Vercelli (-16,8%), mentre tutti gli altri territori subiscono crolli più pesanti: Alessandria (-32,4%), Biella (-28,9%), Asti (-24,6%) e Torino (-21,4%).

"Un semestre da dimenticare quello che abbiamo vissuto fino a giugno, e che speriamo di esserci lasciati alle spalle: il nostro export ha accusato un colpo fortissimo a causa dell’emergenza sanitaria da Covid-19, le nostre merci sono rimaste in magazzino o non sono state del tutto prodotte. Il mondo si è fermato in quei terribili mesi e non potevamo aspettarci un risultato diverso per la nostra regione. Il Piemonte si conferma comunque la quarta regione esportatrice italiana, con una quota del 9,3% delle esportazioni complessive nazionali, ma abbiamo registrato performance peggiori di altre realtà italiane nostre competitor e del dato complessivo nazionale. Dobbiamo quindi lavorare con maggior determinazione per consentire ai nostri prodotti di qualità di varcare i confini: l’internazionalizzazione è la strada maestra per poter crescere davvero”, sottolinea il presidente di Unioncamere Piemonte, Gian Paolo Coscia.