Autostrade, entrata a gamba tesa del miliardario Florentino Péerez

La sua Acs offre 10 miliardi di Euro e spariglia la partita con Cdp

Il colpo di scena nella vicenda Autostrade arriva dalla Spagna. Da uno come Florentino Pérez che di colpi e colpacci se ne intende, soprattutto in ambito calcistico. Questa volta il miliardario spagnolo, conosciuto in tutto il mondo come presidente del Real Madrid, spariglia il tavolo della partita (a carte) tra Atlantia, Cassa depositi e prestiti e Autostrade per l'Italia. La sua Acs, Actividades de construcción y servicios avrebbe offerto 10 miliardi di Euro per il 100% di Aspi. È quanto emerge da una lettera che sarebbe stata inviata ad Atlantia (holding che possiede l’88% di Aspi e che è controllata al 30% dalla famiglia Benetton) anticipata dal quotidiano britannico Financial Times. La proposta supera di circa un miliardo di Euro quella avanzata da Cassa depositi e prestiti insieme ai fondi Blackstone e Macquaire.

Due giorni fa Pérez aveva ipotizzato la creazione di un grande gruppo europeo delle autostrade, contando sul fatto che Acs potrà contare a breve su circa 5 miliardi di Euro liquidi derivanti dalla vendita della sua divisione industriale Cobra. Atlantia e Acs, lo ricordiamo, sono socie nel controllo del gruppo iberico Abertis che gestisce molte tratte autostradali spagnole. Secondo l’agenzia di stampa Radiocorl’offerta Acs sarebbe tra i 9 e i 10 miliardi di Euro.

"Data la stretta relazione tra i nostri gruppi in seguito all'acquisizione congiunta di Abertis, Acs ha seguito la situazione Aspi negli ultimi mesi e riteniamo che sia un asset molto interessante che si adatta perfettamente alla strategia a lungo termine di Acs", ha scritto Pérez nella lettera, aggiungendo che il gruppo sarebbe disposto ad accogliere altri investitori nella sua offerta, tra cui Cdp.

Nonostante questo, la notizia che Pérez sia disposto a mettere mano al portafoglio per creare un gruppo paneuropeo non convince tutti gli investitori. Nella comunità finanziaria internazionale, infatti, c’è chi sostiene che Pérez voglia sfilare Aspi ai Benetton: altri, invece, pensano che il miliardario sia intervenuto nella partita, data la vecchia amicizia con i Benetton, per convincere Cdp a ritoccare al rialzo l’offerta per l’88% di Aspi.

Perez, d’altra parte, nella missiva sottolinea anche di essere disponibile e favorevole a considerare l’ingresso nella partita di altri investitori e tra questi cita proprio Cdp. Non è sfuggita ai più nemmeno la tempistica con cui è stata lanciata questa offerta, arrivata sul tavolo di Atlantia ieri, a poche ore dal cda che avrebbe dovuto esaminare la proposta dell’ente in asse con i fondi. Tornando invece all'offerta di Cdp, i soci di Atlantia hanno palesato negli ultimi tempi posizioni variegate: favorevoli Benetton e Fondazione Crt, contrari alcuni fondi tra cui il britannico Tci che ritiene congrua una valutazione di Aspi tra gli 11 e i 12 miliardi.

Proprio Tci si è espressa favorevolmente sull'offerta di Acs di Pérez. "Come azionista di peso di Atlantia, accogliamo con favore l’offerta di Acs. L’offerta è ampiamente superiore all’offerta fatta da Cdp e dai suoi partner - ha detto Jonathan Amouyal, partner del fondo Tci - Il governo italiano dovrebbe permettere ad Aspi di essere venduta al più alto offerente senza alcuna interferenza politica – aggiunge Amouyal - Ci aspettiamo che il cda di Atlantia agisca nel migliore interesse degli azionisti e si impegni subito, con indipendenza e professionalità ad esaminare l’offerta di Acs".