I soldi per la diga di Genova? Si troveranno

Lo assicura il presidente del porto di Genova Paolo Emilio Signorini intervistato da Mobilità.news

Fincantieri

"Sarà mio compito cercare di pungolare tutto il governo per farne capire la priorità dell’opera". Parola del vice ministro alle Infrastrutture e mobilità sostenibili, Alessandro Morelli, tornato a parlare pochi giorni fa delle nuova diga di Genova, puntando dritto al budget. Il progetto riguarda un'infrastruttura che costa quasi un miliardo di euro, ma i soldi non ci sono ancora tutti. Il progetto si trascina da anni: nasce durante il ministero di Graziano Del Rio (più o meno nel 2017) poi ne viene ribadito il finanziamento da parte di tutti i governi successivi. L'ultimo ha addirittura predisposto il commissariamento delle opere per la diga (a gennaio 2021 è stato nominato commissario Paolo Emilio Signorini, il presidente del porto di Genova) ma i 950 milioni di euro necessari per la realizzazione dell'opera non ci sono tutti: la bozza di recovery plan prevede circa 500 milioni, l’Autorità di sistema portuale del mar Ligure occidentale (presieduta, appunto, da Signorini) ne metterà altri 250: restano più o meno 200-300 milioni come ultimo fabbisogno residuo. “Troveremo il modo per coprirlo. Non c’è solo il recovery fund”, ribadisce il presidente Signorini.

Che sia un'opera fondamentale lo ribadisce anche il viceministro Morelli. "La dobbiamo fare perché alle aziende del centro Europa serve avere un porto dove poter arrivare con le merci. Genova deve essere la porta delle merci con l’Europa: dobbiamo puntare all’Europa, stiamo regalando la diga al Centro Europa - spiega Morelli - Visto che è un’opera prioritaria per il paese e per l’Europa, sarà mio compito cercare di pungolare tutto il governo per farne capire la priorità dell’opera. Ci lavoriamo - assicura Morelli con fermezza - Posso affermare che è importante che i soldi arrivino non è importante se dal recovery o attraverso un’altra formula".

Nel frattempo si è concluso il dibattito pubblico che ha visto alternarsi 12 incontri (4 pubblici, 7 di commissione tecnica e una conferenza stampa) che ha visto più di 900 partecipanti totali. Alla fine tutto è stato raccolto in un rapporto di circa 70 pagine che il coordinatore del dibattito pubblico, Andrea Pillon, ha illustrato alla cittadinanza e all’Autorità di Sistema Portuale del Mar Ligure Occidentale. Coinvolta nel dibattito la città e i soggetti interessati nell’approfondimento sull’opera, chiamati a esprimere pareri, osservazioni e proposte su un progetto potenzialmente rivoluzionario, che però non tutti mostrano di apprezzare e favorire.