Webuild conferma la guidance 2021

Nuovi ordini e espansione all'estero garantiscono la crescita dei ricavi da 6,5 a 7,2 miliardi di Euro e recupero dell’ebitda margin all'8%

Anas Anas

I risultati dell’attività commerciale di Webuild, nel primo trimestre 2021, riflettono gli effetti positivi del rafforzamento del gruppo, ottenuto anche grazie all’integrazione con Astaldi, e dei segnali di ripresa del settore delle infrastrutture in Italia. Lo dice il consiglio d'amministrazione di Webuild che ha analizzato i dati del primo trimestre 2021. In base ai quali, Webuild conferma la Guidance finanziaria per il 2021, pandemia permettendo: crescita dei ricavi da 6,5 miliardi a 7,2 miliardi di Euro, coperta interamente dall’attuale portafoglio ordini; recupero dell’ebitda margin all'8%, supportato dal processo di efficientamento dei costi già in atto; indebitamento finanziario netto da 500 milioni a 300 milioni di Euro. Tra i numeri e le cifre, spiccano, soprattutto, i nuovi ordini acquisiti e quelli in corso di finalizzazione che, da inizio anno ammontano a circa 2,6 miliardi di Euro. Tra questi, la società mette in evidenza alcuni punti forti:

"Siamo molto soddisfatti per il livello di ordini acquisiti in questi primi mesi del 2021, e lo siamo ancor di più di poter contribuire alla realizzazione di progetti che supportino il rilancio infrastrutturale ed occupazionale in Italia, in una fase di ripresa economica in cui crediamo molto - sottolinea l’amministratore delegato di Webuild, Pietro Salini - La nostra presenza nel Paese si è rafforzata grazie all’integrazione di Astaldi, ma puntiamo a crescere sempre di più, in linea con le esperienze dei nostri competitor internazionali nei propri paesi d’origine. Gli investimenti in infrastrutture rappresentano un grande traino con funzione anticiclica in un periodo di emergenza in Italia e nel mondo, una risposta da dare subito alla crisi economica post-covid".

L'Italia, facendo leva anche sulle risorse previste nel Piano nazionale di ripresa e resilienza e sulla necessità condivisa a livello governativo di accelerare la realizzazione di opere strategiche, sta, infatti, programmando nuovi investimenti in infrastrutture per circa 62 miliardi di Euro, di cui 42 miliardi di interventi per una mobilità sostenibile e 3,2 miliardi di investimenti nel settore idrico, entrambe aree in cui il Webuild risulta ben posizionato. Oltre all’Italia, Webuild sta seguendo anche opportunità in altri mercati chiave come gli Stati Uniti, l’Europa e l’Australia, dove sono in programma nuovi investimenti nel settore delle infrastrutture, in ottica di una ripresa economica post pandemia.

"Per costruire un futuro sostenibile nel lungo termine - prosegue Salini - stiamo rafforzando anche le nostre attività in ambito di progettazione, con tutta la filiera. Allo stesso modo stiamo guardando anche a settori limitrofi alla costruzione, come la manutenzione, che rappresenta un'altra area di business con grandi opportunità non solo in Italia ma anche negli altri paesi in cui operiamo, a partire dagli Stati Uniti. Stiamo rafforzando - aggiunge Salini - il nostro impegno in termini di sostenibilità e innovazione per mettere al servizio dei nostri clienti un bagaglio di competenze e di soluzioni innovative che possano permettere loro di sviluppare le migliori opere infrastrutturali, contribuendo al raggiungimento dei Sustainable Development Goals delle Nazioni Unite".

La pipeline complessiva delle attività commerciali del gruppo è superiore a 35 miliardi di Euro e include gare presentate e in attesa di aggiudicazione per circa 10 miliardi, concentrate in geografie quali Italia, altri paesi dell’Europa Occidentale e Australia. Webuild prevede la partecipazione a gare per oltre 13 miliardi entro la fine dell’anno. Circa l’80% della pipeline commerciale prevista attiene alle regioni a minor rischio come Nord America, Europa, incluso l’Italia, e Australia. Le iniziative sono focalizzate su progetti infrastrutturali sostenibili, in particolare in segmenti legati alla mobilità sostenibile, quali ferrovie, strade e autostrade, Clean Hydro Energy e Clean Water. In Italia, come dicevamo, Webuild fa leva sui 62 miliardi del Pnrr, con 42 miliardi destinati alla mobilità sostenibile per lo sviluppo delle linee ad alta velocità e alta capacità rete ferroviari e al potenziamento delle reti regionali.

Negli Stati Uniti, l’amministrazione Biden ha proposto un maxi piano di investimenti , l'American Jobs Plan per 2,3 trilioni di dollari (più o meno 1.903 miliardi di Euro), dei quali 621 miliardi di dollari (oltre 514 miliardi di Euro) destinati al trasporto. In particolare, sono previsti 115 miliardi di dollari (oltre 95 miliardi di Euro) di investimenti su strade, ponti e autostrade, 80 miliardi di dollari (66,2 miliardi di Euro) per le ferrovie e 111 miliardi di dollari (91,8 miliardi di Euro) su Clean Drinking Water da realizzare nei prossimi 8 anni. Webuild Group si dichiara pronto a cogliere le opportunità del piano Biden, attraverso la controllata americana Lane che genera il 28% dei suoi ricavi negli Stati Uniti.

Infine, lo scorso 30 aprile 2021, è stato approvato il progetto di scissione parziale proporzionale di Astaldi in favore di Webuild. L’operazione, dicono dalla società, costituisce un passaggio fondamentale dell’attuazione del Progetto Italia e porta a compimento il percorso di integrazione delle attività di Astaldi all’interno di Webuild. La data di efficacia della scissione, a fini civilistici, contabili e fiscali, fa sapere Webuild, coinciderà con il primo giorno del mese successivo alla data delle iscrizioni dell’atto di scissione presso il Registro delle imprese, che si stima possa intervenire entro la fine del mese di luglio, nel qual caso la scissione acquisterebbe efficacia il 1° agosto 2021.

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