Il 19 e 20 giugno ripartirà la Transiberiana d’Italia

Dopo le restrizioni per il covid torna la Ferrovia dei Parchi

Un nome che suscita un grande fascino. La Ferrovia dei Parchi è meglio nota come Transiberiana d’Italia e presto sarà nuovamente attiva ed operativa dopo le restrizioni imposte dal coronavirus. Si tratta di un’escursione nel cuore dell’Abruzzo e del Molise tra Parchi Nazionali e Riserve Naturali che attraversa montagne, altipiani, vallate e strette gole. Un viaggio che unisce la montagna dell’Appennino, le sue ragguardevoli cime e i suoi grandiosi altipiani carsici con centri storici, monumenti, opere d’arte e l’operosità dell’uomo di queste magnifiche terre. Sabato 19 e domenica 20 giugno 2021, il treno storico partirà alle 9:00 oppure alle 10:45 (le partenze sono due) e arriverà alle 12:45 o alle 15:00, mentre in rientro è previsto alle 17:30 o alle 18:30 con arrivo a Sulmona alle 19:00 o alle 20:00. Le tappe da percorrere sono sostanzialmente tre, vale a dire Campo di Giove, Palena e Rivisondoli-Pescocostanzo. Per quel che riguarda la stazione da scegliere non ci sono distinzioni e si può scendere dal convoglio dove si vuole. Il treno in questione ha avuto subito un grande successo per via delle sue carrozze che sono state realizzate tra il 1930 ed il 1940, ribattezzate "Centoporte" e "Corbellini". Il locomotore diesel è altrettanto pittoresco. È come viaggiare cento anni fa, quando le panche di legno, magari scomode ma sempre affascinanti, accoglievano passeggeri. L’associazione leRotaie, già protagonista con il primo treno storico il 4 marzo 2012, dal novembre 2014 ha iniziato una stretta collaborazione con la Fondazione FS Italiane per far sì che questa linea rimanga ancora viva e porti nuova linfa vitale ai territori attraversati. Il soprannome "Transiberiana d’Italia", che l’ha resa celebre in questi anni, lo troviamo per la prima volta associato alla ferrovia sulla rivista Gente Viaggi del novembre 1980 dove il giornalista Luciano Zeppegno, descrivendo questa ferrovia appenninica la apostrofò come “la piccola Transiberiana” per via delle abbondanti nevicate nel periodo invernale che la fanno somigliare alla vera Transiberiana che da Mosca raggiunge Vladivostok.