Trenitalia pensa alla capienza del 100% con il Green Pass

L'ipotesi al vaglio per i futuri viaggi dei Frecciarossa

La diffusione del coronavirus e delle varianti che ancora non danno tregua ha rivoluzionato i trasporti di tutto il mondo, soprattutto quelli ferroviari. Si parla tanto di green pass e la soluzione sembra essere quella privilegiata da Trenitalia, la quale sta cercando di approfondire un’ipotesi per i prossimi viaggi. L’azienda del Gruppo Fs, infatti, intende puntare su una capienza del 100% a bordo dei propri convogli ad alta velocità, ma ad una condizione. In effetti, ogni passeggero dovrà essere munito proprio di questa certificazione che accerta la ricezione delle dosi di vaccino contro il covid-19. Il green pass può essere sia cartaceo che digitale e viene rilasciato dalla struttura sanitaria che si è occupata appunto della vaccinazione: in alternativa, se ne occupa il servizio sanitario regionale. Il condizionale è d’obbligo: Trenitalia punta a questa particolare soluzione di viaggio, caratterizzata da paratie per separare i posti dei viaggiatori all’interno delle varie cabine, in modo da proteggere la salute di tutti ed evitare la diffusione dei contagi. Si sta studiando comunque come rendere semplici i movimenti in presenza di paratie del genere, visto che i passeggeri dovranno poter evacuare in fretta il treno in caso di emergenza. La società del Gruppo Ferrovie dello Stato sta approfondendo da tempo come rendere più sicuri e confortevoli i viaggi in treno. Una testimonianza emblematica è quella dei progetti posti in essere a partire dallo scorso anno. Oltre al potenziamento degli interventi di igienizzazione e sanificazione dei mezzi, delle stazioni e degli ambienti, sui quali Trenitalia ha ottenuto la Biosafety Trust Certification, sono state diverse le misure intraprese per continuare a garantire la mobilità in sicurezza di persone e merci. Infine, da marzo 2020, medici, infermieri e operatori sociosanitari reclutati dalla Protezione civile per l'emergenza, hanno viaggiato gratuitamente sui treni per raggiungere le aree colpite dall’epidemia.