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Auto elettriche. La partnership giapponese tra Suzuki, Toyota e Daihatsu

Si allarga la collaborazione dell'accordo "Commercial Japan"

La casa automobilistica giapponese Suzuki ha unito le proprie forze con due partner dello stesso ambito e del medesimo Paese per far comprendere quanto sia in rampa di lancio il settore delle vetture elettriche. L’azienda collaborerà infatti con Daihatsu e Toyota nel contesto di una strategia commerciale che prevede forti incentivi per questo tipo di mobilità. 

Entrando più nel dettaglio della novità, Suzuki e Dahiatsu si impegneranno a rilevare una quota pari al 10% nella joint-venture appena descritta, mentre Toyota manterrà il 60%. Isuzu Motors e Hino Motors sono altri due brand nipponici che fanno parte del sodalizio. La società che si è venuta a formare si chiama Commercial Japan Partnership (nota anche con l’acronimo Cjp): la sua istituzione risale allo scorso mese di aprile e gli obiettivi da raggiungere sono sostanzialmente tre. Anzitutto, si punta a migliorare l’efficienza logistica costruendo un’infrastruttura tecnologica che colleghi camion e veicoli commerciali. Inoltre, sarà importante espandere l’uso di tecnologie di sicurezza avanzate. In aggiunta, non bisognerà dimenticare di cooperare sull’uso di tecnologie per l’elettrificazione di veicoli convenienti e di alta qualità. A tal proposito, sono molto interessanti le dichiarazioni di Toshihiro Suzuki, numero uno dell’omonimo Gruppo. Secondo il presidente dell’azienda asiatica, “la missione è portare sul mercato mini-veicoli che siano convenienti e contribuiscano alla neutralità rispetto all’anidride carbonica. Portare a termine questa missione da soli sarebbe molto difficile. L’intera società deve lavorare verso lo stesso obiettivo per raggiungerlo. Daihatsu la pensava allo stesso modo e avevamo discusso su cosa avremmo potuto fare insieme. Durante tale periodo, Toyota ci ha contattato e ci ha invitato a lavorare insieme”. 

In Giappone si fa dunque sul serio per quel che riguarda l’alimentazione elettrica dei veicoli e le ambizioni industriali sono destinate a crescere mese dopo mese. 

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